Il risveglio al Rifugio Sapienza è un risveglio dolce. So di poter fare con calma. Faccio bene gli esercizi di stretching per le gambe, i 20 km con 1100 m di ascesa, al mattino si sentono.

Mi preparo e dopo aver riassembato la bici mi dirigo verso il bar. Qui ritrovo Antonio, il ragazzo che il giorno prima mi aveva consigliato di andare a Milo, a 23 km dal Rifugio per pernottare con la tenda. I ragazzi dello staff mi salutano e Antonio mi dice che la colazione è offerta, che sono loro ospite, queste sono le direttive. E un nuovo “Grazie” a Marco Moschetto, che dopo avermi ospitato mi ha anche offerto la colazione.

Vorrei salutare Marco di persona e ringraziarlo ancora per l’ospitalità, purtroppo è impegnato per commissioni lavorative, sono passate le 11:00 ed io devo partire. Saluto i ragazzi dello staff, facciamo una foto e Antonio mi lascia il suo cell dicendomi che se avessi bisogno di contattarlo.

Non è il primo in Sicilia, durante questa esperienza, che mi lascia il cellulare dandomi disponibilità, anche Davide al camping Etna lo fece.
Davvero un’umanità che spesso altrove faccio fatica a scorgere.

Parto, ma le soste sono parecchie per fotografare il panorama che offre l’Etna e quello che deposita dopo le eruzioni. Per me un panorama affascinante ed insolito.

Ieri ho pedalato per 20 km in salita, oggi si sono trasformati in 20 km di discesa costante, una goduria anche se a tratti impegnativo, dovendo portare una bici di 48 kg con me sopra che ne peso circa 68 ( forse ora meno visto il gran caldo) e dovendo calcolare quando e come frenare per impostare le traiettorie delle curve senza surriscaldare i dischi dei freni ne fare pinzate azzardate.

Prima di riprendere a fare sforzo per superare una salita dovró arrivare al km 24 del mio tragitto.

Mi dirigo verso Giarre per poi pedalare sulla costa, oggi cerco di evitare più che posso le pendenze, anche se só che per andare a visitare Taormina, saró obbligato a salire.

A Giarre mi fermo nella piazza del Duomo, scatto alcune foto, ci sono degli scorci che io trovo belli e cerco di immortalarli.

Giunto a Mascali alle 14, vedo una gelateria lungo la strada e mi sembra un’ottimo orario per fermami e mangiare una brioches con gelato che è risaputo aiuta il cicloviaggiatore ad avere una pedalata più armoniosa, un pó come la birra per recuperare i sali minerali.

La pausa durerà una buona ora. Riprendo a pedalare in direzione Taormina , intenzionato a farle una visita e scattare alcune foto. Ho un vaghissimo ricordo di quando ero bambino. La strada verso Taormina è in salita, decisamente in salita infatti è situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, ed io questi 206 m li ho assaggiati tutti con la “WolfBike” carica. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Taormina

Arrivo davanti alla Torre dell’orologio, punto di riferimento di Taormina https://www.lasiciliainrete.it/monumenti/listing/torre-dellorologio-o-porta-di-mezzo-taormina noto due coppie che mi osservano. Uno dei due uomini si rivolge a me chiedendomi: “ma tu non eri a Noto qualche giorno fà ?” , esatto, ero io.
Si incuriosiscono e mi fanno alcune domande e iniziamo a parlare. Loro sono di Lecco e mi raccontano la loro giornata.
Una volta salutati è tempo di pensare a dove dormire e inizio a guardare i camping vicini.
Ne noto uno a 14 km, il camping “La Focetta Sicula”, mi sembra un’ottima distanza da percorrere, sono le 17:40 e ieri è stata una pedalata dispendiosa fino al Rifugio Sapienza. Così inizio a pedalare verso il camping.

Da un certo momento in poi, nella medesima direzione, vedo un’altro ciclista su una bici da corsa, mi supera ma non a passo sostenuto, si comprende che sta facendo defaticamento e va a ritmo blando. Io gli dico: “ facciamo cambio?”.
L’uomo mi dice che ho qualche borsa di troppo e poi iniziamo a parlare tra una pedala ed un altra.

Si chiama Carmelo Brancato, sui 50 anni, forse qualcuno in più, mi racconta che 20 anni addietro inizió a pedalare dopo un intervento ad un ginocchio per rinforzare la muscolatura, poi gli piacque e non smise. Ora ha due bici da corsa e spesso fa dei giri.
Mi tiene compagnia per un pó di kilometri, sempre stando al mio ritmo.
Alla fine le nostre strade si dividono a 4 km dal campeggio, ci fermiamo e facciamo una foto.

Arrivo al camping che è sul mare alle 19, mi sistemo e cucino.

Oggi ho fatto una pedalata di “defaticamento” tranne Taormina che mi ha fatto “sudare” un pó, un 79 km con 570 m di dislivello.

Domani quando mi alzeró faró un tuffo per il risveglio muscolare e poi inizieró a pedalare in direzione Milazzo.