La sera prima avevo puntato la sveglia alle 6:30, con l’ottimistica visione di una partenza alle 8:30. Mi sono svegliato in torno alle 7:15, fatto la doccia, gli esercizi di stretching per attivare le gambe, poi ho risistemato i bagagli in maniera più funzionale. Per quanto si sappia più o meno come disporre le cose all’interno delle borse, ogni volta ci si rende conto che bisogna rivedere qualcosa, quattro borse possono pesare e contenere parecchi oggetti, o pochissimi ma l’importante è la disposizione. 

Anyway, alle 10:30 sono pronto per partire. Riconsegno le chiavi e mi avvio. Il sole inizia a scaldare e la mia prima tappa è Ovada.  

A Castellazzo Bormida mi fermo in un distributore, il gestore si avvicina incuriosito, mi chiede se io abbia bisogno di qualcosa, scendo e gli dico che devo fare il pieno di “super” visto che di oggi faró il Passo del Turchino. Si fà una risata e mi chiede se sia una bici a pedalata assistita, gli rispondo che è assistita dal calendario che nomino ogni volta che la strada sale 😂. 

Fatto il pieno di super riparto. Tiro dritto fino ad Ovada. La strada è tutta in falsopiano, ma con il carico si avverte subito la differenza, anche un 0,2-0,4 in positvo, le mie gambe lo intuiscono subito. 

Alle 13 sono ad Ovada, qualche foto e poi cerco un bar dove pranzare. È quasi tutto chiuso, il mese di Agosto è ancora sinonimo di chiusura collettiva, mi dirigo verso il centro e trovo un bar con dehore, perfetto. Posso lasciare la bici a vista e mangiare rilassato. 

E il bar come si chiama?? Caffè Torino. Sarà un caso? Ordino subito una birra media, i ciclisti e cicloturisti lo sanno bene, la birra si beve per reintegrare i sali minerali, fa caldo e si suda parecchio. Poi è anche fresca e buona, ma la realtà e che è meglio del polase. 

Mi rilasso, pranzo e mi preparo psicologicamente per la salita. Il dislivello non è eccessivo, ma è solo il secondo giorno di viaggio con bici a pieno carico e con il ginocchio sx non al 100%. 

La parola d’ordine è Agilità ! Infatti così è rapporti agili, ritmo tranquillo, l’importante è non infiammare il ginocchio e non contrarre troppo le gambe. La spasticità e le infiammazioni non vanno d’accordo con sforzi improvvisi e l’andatura la faccio io a “sentiment”. 

Ci sono 19 km di salita, ma i primi 16 hanno pendenze dal 3/4% al massimo un paio di punti al 7,5%, con i rapporti giusti ( il mio pacco pignoni è un 11-42 )salgo senza sforzare eccessivamente. 

Cambia in corrispondenza della galleria, la strada a lato, sono 2,3km ha pendenze più continuative. 

Alla mia andatura alle 16:30 circa arrivo al Passo del Turchino. Ora posso pregustarmi la meritata discesa verso Masone e Genova. Fatta in salita nel 2017 al ritorno del viaggio Barcellona-Tarifa, ora lo vedo dall’altra prospettiva e come ogni volta che percorro in discesa ció che ho scalato prima penso: “acciderbolina” ho scalato tutto questo con la bici carica? Bravo Lupo 😉💪🐺. 

Eccomi a Genova, sono le   17:20, controllo il percorso e mi mancano 15 km per arrivare al porto. Penso che per capire se io possa imbarcarmi nella giornata mi convenga andare direttamente al porto. Così proseguo sull’Aurelia, e la strada non è il massimo, c’è davvero parecchio traffico, salvo poi incontrare una pista ciclabile che mi conduce quasi fino al porto.  

La scelta è stata giusta! Devo smontare le borse davanti per caricare la bici sull’ascensore, si, i ticket si fanno al primo piano e viaggiare in solitaria prevede di dover considerare la propria bici carica come fosse un neonato, non puoi lasciarla da sola e deve sempre essere a vista! Una faticaccia. 

Faccio due chiacchere con l’operatrice e chiedo se ci sia una nave che parta  in serata diretta a Palermo, la Corsica la girai nel 2001, la Sardegna nel 2026, quindi…Penso che se ci dovessero essere problemi per l’imbarco potrei optare per percorrere la costa Tirrena in direzione Piombino. 

L’operatrice mi dice sorridendo che c’è una nave che salperà alle 21:30 e che puó accogliere me e la mia fide prode “WolfBike”. 

Bene🎉, faccio il biglietto e rismonto le borse anteriori per rimettere la bici in ascensore e organizzarmi per il viaggio. 

In sequenza devo: 1) comperare dell’ acqua almeno tre litri e qualche provvista e 2) organizzarmi una borsa con il necessario per passare la notte in nave, quindi sacco a pelo e tappetino, beauty e shampo con asciugamano. Ho pedalato tutto il giorno, sotto il sole e dopo 94 km, ho bisogno di una doccia e di lavare gli indumenti. 

Così una volta sistemate le cose vedo un ragazzo giovane anche lui in bici. Ovvio che tra cicloturisti ci si osservi, si guardi l’equipaggiamento e si cerchi di immaginare da dove arrivi. Alla fine facciamo due chiacchere. Lui è Max Shore, di Ginevra, è diretto ad Olbia per fare vela a Caprera. Ha solo due borse laterali posteriori, ma comunque mi dice che la sua bici pesa sui 32 kg ( quindi la mia da 45 kg… non è un’eresia ). Lui in quest’assetto ha pedalato da Losanna a Genova. 

Mi chiede quanti anni io abbia gli dico 43 e lui fà una faccia 😂, non saprei descriverla, tra l’interdetto e l’incredulo… lui ha 23 anni, io realizzo che ho 20 anni più di lui, azz… 20 anni, in un nano secondo mi sento un coetaneo di Tutankhamon… 

Superata la crisi di mezza età ci salutiamo. Faccio per percorrere il ponte che collega all’inbarco della nave e mi sento chiamare, subito non do importanza, tutto preso fra i miei pensieri, poi di nuovo, mi giro e c’è un collega di lavoro con la famiglia che si imbarca sulla medesima nave. Le coincidenze. 

Ora sono in nave, arriveró alle 18 del 21 e appena saró su terra ferma dovró cercare un posto dove passare la notte. 

Poi dal 22 mattina, buona strada a me, alla scoperta della Sicilia, dei suoi gusti, profumi, tradizioni e paesaggi. Mi testeró e ascolteró, prendendo contatto con me stesso, come ad ogni viaggio in solitaria. I pensieri corrono in un flusso, un flusso di coscienza alla james joyce…è stato un anno impegnativo, con ultimo colpo di reni della nascita dell’Associazione 160cm APS ( Associazione di Promozione Sociale ), ora è tempo di pedalare e viaggiare e scoprire la Sicilia e me stesso.