Finalmente è arrivato il primo giorno di ferie, che per me dal 2013 coincide con un viaggio in bici.

Quest’anno è l’anno del “coviddi” e, anche se qualcuno sostiene che : “non ce n’è coviddi, non ce n’è..” ad ogni modo io ho deciso di viaggiare in bici, ma di rimanere in Italia per più motivi. 1) dovessero bloccare le frontiere o comunque mettere delle limitazioni, sarebbe una seccatura, 2) l’economia turistica italiana è seriamente in difficoltà, quindi mi sembra corretto spendere i miei soldi e cercare di dare una mano come posso.
3) a livello paesaggistico e culinario… ma che ve lo dico a fare? 😌

Comunque partire è sempre uno stress, poi se parti in bici, prepari tutto in maniera da visualizzarlo e capire cosa sia necessario e cosa superfluo, poi per quanto stringhi, nel viaggio ti rendi conto che c’è sempre qualcosa di superfluo… ma con il senno del poi. Due giorni per preparare armi e bagagli, ieri sera assemblo il tutto, sistemo le borse sulla bici e mi peso con lei. Bici più bagagli, con catena, senza acqua… Kg 45,300 !!! Acciderbolina ho pensato…..

Ho riflettuto un pó, pensando inizialmente di sbagliare, ma poi sono giunto alla conclusione che potesse andare bene. La mia bici pesa kg 19 a secco. È una bici con forcella ammortizzata ad aria con steli da 32, ha due porta pacchi della Tubus ( robusti…ma pesano ), ha la dinamo al mozzo anteriore Shimano e pesa, posteriormente un mozzo da discesa della DaBomb. Il lucchetto della Abus pesa 1kg, il cavo della Kriptonite, credo almeno 500g. Poi ho i parafanghi. Morale viaggio in autosufficienza, con fornelletto, pentola, tenda. Due indumenti si dovesse abbassare la temperatura, li vuoi portare? Non capita, ma se vai in quota, alle 18/19 la temperatura cala e il tempo cambia in pochissimo tempo. E se piove? Mica posso aspettare o pedalare solo con il bel tempo, quindi un completo antipioggia è doveroso.

Alla fine tengo quest’assetto e dopo aver sistemato alcune cose a casa, alle 11:40 parto!

Passo a salutare mia madre che è di strada e mi dirigo verso Moncalieri.
Passo da Santena, Poirino, Villanova d’Asti dove mi fermo in un bar a prendere un caffè. Nel dehore ci sono tre ragazzi con le loro birre, mi vedono e si incuriosiscono, facciamo due chiacchere e quando faccio per pagare il caffè, la barista mi dice che mi è stato offerto. Prima di andare via facciamo una foto, due sono fratelli, Alex e Mattia Gallo, il terzo non mi dice il suo nome, quindi Mr. X, credo possa andare bene.

Riparto con il sorriso per il bel gesto ricevuto. L’andatura è tranquilla, in agilità, non voglio sforzare il ginocchio sx, non ancora al 100%, come prima tappa con bici carica è perfetta, poco dislivello. Ma è una giornata calda, il Garmin segna 40/42 gradi…ovvio che sia sotto il sole, peró la sensazione di calore che l’asfalto emana è forte.

Arrivato ad Asti, vedo un piccolo giardinetto con una fontana, perfetto ! Mi fermo, mangio e mi disseto. Mancano 38 km all hostello il Chiostro ad Alessandria. Riparto con calma e una ventina di kilometri li percorro come una passeggiata, so dove andró a dormire e mi sento bene.

Arrivo all Hostello alle 19. È sito nel centro storico di Alessandria, attaccato alla Chiesa. È un chiostro del 500’ restaurato ed adibito ad Hostello ma con diverse particolarità. Chi mi accoglie si chiama Vanda, poi si unisce anche Laura che è colei che lo gestisce con il marito. Vanda fa l’educatrice e parliamo di tematiche comuni, si informa sul Blog e gli racconto il progetto su http://gofundme.com/160cm.
La loro è una gestione che enfatizza il territorio locale, promuovono l’utilizzo della bici, infatti all’interno hanno una ciclofficina, uno storage dove custodire la bici e nel caso le affittano anche. Hanno convenzioni con le realtà locali per promuovere l’economia limitrofa.
Non ho incontrato solo dei gestori di un Hostello, ma ho avuto la percezione che una visione comune ci abbia fatto incontrare. Non a caso mi è stato consigliato da Silvio Gian Luigi Spertino, amico e cicloviaggiatore.

Dopo una bella chiaccherata, salgo in stanza, mi doccio, lavo gli indumenti usati e ceno. Subito dopo chiedo del ghiaccio per “sfiammare” il ginocchio sx.

Domani andró verso Genova, ci sarà da salire un pó, credo che opteró per il passo del Turchino https://it.m.wikipedia.org/wiki/Passo_del_Turchino , già fatto nel 2017 in direzione opposta, da Genova a Torino,  valico appenninico posto tra il comune di Masone e il comune di Mele.

Ora è meglio riposare, domani mattina stretching per far carburare le game e dovró salire in agilità cercando di sforzare il meno possibile il ginocchio sx.