È un luglio caldo, come è giusto che sia, quindi quando si arriva a destinazione dopo aver pedalato si può essere accaldati, un pò sudati, non bisogna essere fradici, basta quel poco, che in presenza di corrente…diciamocelo stare fra due finestre quando fa caldo fa piacere… aggiungiamo una muscolatura che tende ad essere più rigida a causa della spasticità e otteremo un bel cocktail che ci traghetta verso un probabile blocco lombare. Nello specifico un blocco iliaco-sacrale.

Mi era capitato nell’ultimo viaggio nei Balcani, partito con un leggero fastidio, in Croazia entro in un supermarket a fare un pò di spesa, aria condizionata, esco, sbalzo termico, mi siedo per mangiare ora di rialzarmi vengo baciato da una fitta lombare acuta. Uno di quei baci avvolgenti che non dimentichi, di quelli che quando sei disteso e ti giri tornano a farsi sentire.

Bene conosco la problematica. Inizio con gli esercizi di respirazione e retroversione del bacino. Il dolore è insistente e fino al sabato rimango abbastanza bloccato, utilizzo borsa dell’acqua calda, i rimedi della nonna tornano sempre in voga, al mattino e la sera, stretching e respirazione per cercare di lenire la situazione.

Il weekend da bello, sia sabato che domenica, sabato, nonostante gli esercizi ho ancora la zona troppo dolorante ma, ma domenica 5, invogliato dall’ invito di Andrea, che ho conosciuto durante la pedalata con i sindaci del chierese, lo raggiungo.

Andrea mi invita a casa sua ad Andezeno, dicendomi : “ passa da me, mangi un boccone e poi facciamo un bagno in piscina”.
La voglia di pedalare è tanta, faccio i miei esercizi di stretching per predispormi alla pedalata, sento Davide, l’osteopata che mi segue che mi fissa il trattamento il lunedí successivo. Con queste premesse, invogliato nel voler conoscere meglio Andrea e incuriosito dalla proposta, verso le 13 inforco la bici e mi dirigo verso Andezeno.

La giornata è calda, il sole mi scalda bene la zona lombare, ma non è il caso di forzare, quindi decido di passare dal traforo del Pino e non fare la strada del Pino vecchio che ha maggiore pendenza per non sollecitare troppo la zona lombare. Sono le due strade più veloci che portano dall’altra parte della collina e permettono di raggiungere il chierese.

Arrivo davanti un cancello al di la del quale si vede una stradina in salita in mezzo al verde. Citofono, il cancello si apre ed io inizio a percorrere la stradina asfaltata in salita. Il navigatore mi segna pendenza all 11%, un paio di tornanti e poi spiana, strada immersa nella vegetazione.
Video su Youtube di Villa Simeon: https://youtu.be/bw9kJIGPHCY

Andrea mi viene incontro, il luogo ricorda un pò i paesaggi delle fiabe con il castello immerso nel bosco incantato. Detta cosí può far sorridere ma in realtà la sensazione è proprio questa.

Andrea mi fa accomodare al tavolo sito sul prato subito prima dell’ingresso principale, mi porge subito dell’acqua fresca mi mette a mio agio e poi con grande ospitalità mi offre il pranzo.

Vengo accolto come un amico di vecchia data, senza nè fronzoli nè troppi convenevoli, ma con una condivisione spontanea. Dopo il pranzo facciamo un giro per la villa.
Mi è già capitato di visitare altri luoghi simili, normalmente non è il proprietario di casa a raccontare la storia, in questo caso sono fortunato perchè ho modo di ascoltare il racconto di chi è emotivamente coinvolto e riesce a trasmettere le emozioni, i particolari, riesce con i suoi racconti a farmi fare un tuffo con l’immaginazione, fra la sala delle feste al pian terreno con il piano forte a coda circondata da vetrate colorate, che attraversate dal sole illuminano la stanza con un gioco di colori cangianti con affreschi e mobilio magnifici, per poi perdersi fra librerie con testi del 1600’, letti a baldacchino, lampadari lavorati a mano con vetro di murano, poi scoprire al primo piano un ponte levatoio che divide la villa in due ale, ponte funzionante con uno stato di conservazione impeccabile. https://www.ledimoredelquartetto.eu/portfolio/villa-simeom-andezeno-to/

La villa è del 1839, negli anni vennero raccolte e archiviate le più importanti testimonianze della storia subalpina contenute nell’omonima collezione, dovuta alla competenza e alla paziente dedizione del collezionista Silvio Simeom, oggi custodita e consultabile presso l’Archivio Storico di Torino.
Un luogo ricco di storia, visitarlo fa avere la sensazione di fare un salto con la macchina del tempo per l’ottima conservazione degli interni, con le stoffe originali, ovvio che negli anni gli impianti idraulici ed elettrici siano stati adeguati per permettere la permanenza confortevole e al passo con i tempi. Oggi la villa è dedicata alla promozione di concerti, eventi culturali e aziendali, matrimoni, feste private. Il “salone delle feste”, collocato al centro della Villa, dove è sito il pianoforte a coda, è interamente affrescato e caratterizzato da un soffitto a volta alto oltre 12 metri, nacque per ospitare serate danzanti e concerti classici d’altri tempi. 

Dopo questo salto in un passato attuale, ci rechiamo in piscina, qualche bracciata può solo farmi bene ed aiutare a sciogliere la schiena.
Dopo qualche ora di sole, mi preparo, con Andrea che mi accompagna un tratto in bici.

Sono stato cosí bene che quando arrivo al bivio per la panoramica, strada che conduce alla basilica di Superga decido di non andare verso Torino ma di arrivare alla Basilica. La sento la giusta conclusione di una giornata che mi ha sorpreso per l’ospitalità, il luogo magnifico e la bella sensazione che mi ha pervaso tutto il pomeriggio.

Dopo 58 km sono a casa ma sicuramente con Andrea ci troveremo a fare un giro in bici vista la passione in comune.