Weekend di metà Giugno, qui in Piemonte il sabato è piovoso ma la domenica promette una giornata soleggiata, quindi, fare un giro in bici, soprattutto dopo questi mesi di lock-down, mi sembra scontato.
La voglia aumenta sapendo che martedì 16 Giugno saró impegnato presso l’ospedale Molinette di Torino per l’infusione di Ocrelizumab https://www.aism.it/terapie_sclerosi_multipla_ocrelizumab_ocrevus, la terapia semestrale che sto facendo.
È un anticorpo monoclonale ed è immunosoppressore, per cui dopo saró un pó debilitato, fin tanto che i linfociti non torneranno a livelli accettabili.

Percorso su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=uhfc4hoHIGs


Vado a dormire con l’idea di recarmi nelle valli di Lanzo https://it.wikipedia.org/wiki/Valli_di_Lanzo e so che i ragazzi dell’associazione TBE: https://www.torinobike-xp.it/ Torino Bike Experience hanno in programma un giro fino al “ponte del diavolohttps://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_del_Diavolo_(Lanzo_Torinese) con pranzo a Lanzo.

Alle 9:00 del mattino mi trovo davanti all’ associazione. Rivedo con piacere volti amici e incontro sorrisi nuovi. Chi va in bici, anche solo per spostarsi in città per commissioni o fare bike to work, difficilmente lo si vede “incarognito”. La bici di per se rilassa e rende liberi.

È tanto, causa anche il lock-down, che non faccio una pedalata con loro, mi sembra un’ottima opportunità, cosí, dopo le ultime messe a punto, in torno alle 9:30 si parte tutti insieme. Siamo un bel gruppo, variegato, chi con bici con pedalata assistita, chi con bici da corsa, chi con mtb chi con bici da turismo… ma al di là delle differenze tecniche, ció che accomuna è la passione e il piacere di condividere un giro insieme.

Alessandro e Maurizio di TBE hanno studiato un percorso che si snoda fra piste ciclabili, moltissime non le conosco, anche se in Torino stessa. Io mi muovo quotidianamente per Torino in bici, ma vuoi che la maggior parte dei percorsi sono ripetitivi, casa, lavoro, piscina, palestra, vuoi che spesso arrivare in una zona per piste ciclabili sia decisamente più lungo e lento, uscire dalla città su piste ciclabili è stata una novità.

Durante la pedalata verso Lanzo, ci si ferma più volte, come è normale che sia quando si pedala in gruppo, in gita verso una destinazione. Una pausa caffè, una pausa rifornimento acqua, qualche volta il gruppo si allunga e bisogna attendere chi è più lento, io sono fra questi, vuoi il peso della mia bici kg 19😅, vuoi il mio ritmo, spesso mi trovo a pedalare a fine gruppo, con Maurizio che in coda si rassicura che nessuno rimanga troppo indietro.

Tra una salita, una pausa e chiacchere su viaggi passati e futuri, per pranzo arriviamo a Lanzo. Ci fermiamo nella piazza principale, pranziamo in uno dei bar limitrofi con una bella birra fresca per “reintegrare” i sali minerali… o almeno questa è la scusa ufficiale.

La giornata è stupenda, sole pieno, sono le 13:30 circa, dopo pranzo decido di proseguire, il gruppo torna in dietro, io, complice l’appuntamento del 16 all’ospedale Molinette, voglio fare un pó di salita e decido di recarmi verso Viú, verso il colle del Lys https://it.wikipedia.org/wiki/Colle_del_Lis.
Quando arrivo al bivio, in torno alle 15, che mi indica colle del Lys o lago di Malciaussia… ci penso qualche secondo, ripenso alla terapia e opto per il Lago di Malciaussia.

Alle 15:40 sono nel paesino di Lemie, in tanto il clima è cambiato, nulla di più facile nelle valli di Lanzo. Mi copro, metto il kway, iniziano le prime gocce e in lontananza ci sono nubi scure e minacciose pioggia. Alle 17 :00 sono a Usseglio, mi riparo sotto una tettoia una decina di minuti, metto i copri scarpe. La pioggia è fine ma insistente.

Da Usseglio in poi le pendenze cambieranno, ma la salita vera inizia da Margone verso il lago di Malciaussia. Ci sono 5 km di tornanti, stretti che toccano il 18% di pendenza, con nelle gambe 80km.

La stanchezza inizio ad accusarla, ma ancor di più dentro di me visualizzo l’arrivo, il lago e la consapevolezza della terapia del 16. Pedalata, dopo pedalata il lago si avvicina, nei punti più pendenti, scalo e mi avvalgo del 24- 32 ( 24 i denti della corona davanti-32 i denti della corona posteriore), necessito di questo per portare me, la bici di Kg 19, le due borse, l’acqua e il lucchetto ( in tutto saranno 24 /25kg ) oltre le pendenze dei tornanti.

Alle 18:30 sono al Lago.
La pedalata è valsa anche fosse solo per la visione del paesaggio, oltre che per la soddisfazione personale di avercela fatta. Ricomincia a piovere, la temperatura diminuisce e devo evitare che il corpo si raffreddi, soprattutto perchè la spasticità legata ai tremori del freddo potrebbero far scaturire le clonie che mi renderebbero il controllo della bici in discesa più difficoltoso.

Il ritorno è tutto in discesa e ho poche possibilità di pedalare e scaldarmi. Metto il wind-stop, sopra il Kiway e indosso un paio di guanti invernali.

Ripercorro in discesa la strada che ho pedalato in salita, se all’andata è faticoso per le pendenze, la discesa sulle stesse, rende il tragitto impegnativo.
Nonostante la concentrazione , non posso non riempirmi lo sguardo del panorama circostante, in lontanaza il cielo lascia presagire che a valle mi attende una rischiarita, i raggi di sole filtrano dalle nubi che in alta quota continuano a bagnare l’asfalto.

Subito dopo Margone, dopo aver terminato il tratto con maggiore pendenza, cerco un bar dove mangiare qualcosa. La pausa dura circa una mezz’ora, mi rilasso e mi pregusto la discesa e la doccia calda che mi attende a casa.

Solamente in discesa, ripercorrendo la strada, ti rendi conto di quanto saliva… ed è giusto godere della velocità che si può prendere, in alcuni punti tocco i 60 km/h.

Arrivato a Lanzo, decido di prendere per Mathi, Cirié, Caselle Torinese, Torino casa. Il percorso fino a Caselle è tutto in discesa e arrivato a Lanzo la temperatura si alza decisamente imponedomi di svestirmi e rimanere in maglietta.

In serata arrivo a casa dopo Km 166, un pò stanco ma soddisfatto e con dentro la consapevolezza che il 16 entrerò in ospedale carico per il giro che mi sono regalato, che come sempre, tiene in forma il mio corpo e rinforza la mia mente. Nonostante tutto, le mie gambe mi hanno regalato questa emozione.