L’ultima pedalata « ludica » era datata 8 Marzo, due giorni prima del primo decreto ministeriale di lock-down emesso il 10 marzo.
Decisi l’8 marzo, di mia sponte, di parcheggiare la bici per giri ed utilizzarla solo per gli spostamenti necessari in città per una mia personale forma di responsabilità sociale.
Ma come per la maggior parte delle cose, c’é un inizio ed una fine, a volte una « tregua di non belligeranza », ad ogni modo le cose cambiano.
Arriva il 4 Maggio e nuovamente ci si può muovere nei confini regionali per attività fisica, in solitaria.
Perfetto !
Ok pedalare sui rulli é meglio che nulla, fare ginnastica a casa anche, ma non puoi certo sostituire con i rulli e tanta fantasia una pedalata su strada con il sole e il vento che ti accompagnano.
Non puoi.

Così il 9 maggio alle 9 del mattino sono pronto per partire e pedalare.
Le borse le ho preparate la sera prima, con l’entusiasmo di quando preparavi lo zaino la sera prima della gita ai tempi del liceo, la bici due giorni prima, io? Io mai smesso di essere pronto per pedalare.
L’idea é quella di recarmi a Rueglio, Valchiusella, posto a me caro e stare qualche giorno in compagnia di Riccardo, amico di una vita.
Come già raccontato, per me questi 60 km che mi separano da Rueglio rappresentano un percorso verso una mia rigenerazione psicofisica. É un luogo che mi accompagna dalla adolescenza con bellissimi ricordi, ha la capacità di rilassarmi e di rigenerarmi.

A questa idea, si unisce e crea un valore aggiunto, l’opportunità di recarmi a Bosco Nero, paesino che rimane sul percorso verso la val Chiusella, prima di Feletto, per pranzare a casa di Silvio Gian Luigi Spertino, un amico, un Biker to Work, un Mosè dei giorni d’oggi, un esempio per molti.

Così questa pedalata, questa ripresa alla attività sportiva all’aria aperta si connota di diversi significati: 1) un parziale ritorno alla « libertà di movimento » 2) il piacere di pedalare 3) il riattivare le mie gambe 4) l’andare in un luogo a me caro circondato da affetto, 5) pranzare con Silvio e conoscere la sua famiglia.
Non credo avrei potuto festeggiare meglio questa prima pedalata.

Silvio mi invia una traccia da seguire che mi fa fare 40 km tutti su piste ciclabili, passando dal lungo pò, verso san Mauro, direzione San Benigno. Arrivato in piazza centrale a San Benigno mi viene incontro, naturalmente in bici, dopo 5 km siamo a casa sua.

Vengo accolto dal figlio e la moglie, da una birra fresca e mi perdo come un bimbo in un negozio di giocattoli quando entro nel suo garage. Bici, cerchi, componenti…il mondo dei balocchi per me.
Vi lascio immaginare di cosa si sia parlato ed ho avuto l’opportunità di provare la sua Surly Ogre. ( per molti prestare una bici vuol dire poco, per un ciclista é un atto di fiducia e condivisione )

Quando si sta in compagnia, in buona compagnia, il tempo passa in fretta, specialmente quando ci sono interessi in comune, le birre fresche in una giornata di inizio Maggio soleggiata e si pranza sotto un porticato con di fronte un prato.

Alzarsi é stata dura ma l’idea di arrivare a Rueglio e di pedalare per le salite che partono da dopo Feletto mi ha dato la giusta motivazione.
Così verso le 16:30, accompagnato da Silvio e suo figlio Lorenzo, arrivo sempre per strade secondarie e non asfaltate dopo la piazza principale di Feletto. Come pinocchio, accompagnato dal gatto e la volpe, percorro gli ultimi km prima di iniziare il falso piano che mi conduce verso Aglié da dove la salita inizia a richiamare le attenzioni.

Ho fatto la salita con uno stato emotivo felice, carico sia psicologicamente che fisicamente, nonostante le 4 borse e i due laptop, uno personale, l’altro per lo smart-working, ho pedalato senza avvertire troppo affaticamento.

Con il mio ritmo, ho ascoltato le mie gambe che poco si sono mosse negli ultimi due mesi, le ho assecondate e loro mi hanno ringraziato, felici di essere riattivate e sentire nuovamente la resistenza data dalla salita e dalla bici carica. All’ arrivo il conta kilomentri della bici ha segnato una settantina di km, 40 fatti su strade bianche, lungo le ciclabili. Mi sarei aspettato un indolenzimento maggiore e di sentire le gambe più dure al mattino seguente, invece, complice anche lo stretching fatto dopo la doccia, le ho avvertite meglio del previsto.

Ora mi fermerò qualche giorno a Rueglio, sapendo che saranno giorni di pioggia, non importa, l’importante è essere arrivato fino a qui in bici, con le mie gambe. La mia quotidianità si svolgerà tra lavoro, chiaccherate con Riccardo, qualche passeggiata e pedalata se ci sarà l’occasione e i progetti per il futuro, l’idea del prossimo viaggio, il progetto che potete trovare su : http://gofundme.com/160cm. Non avrò il tempo di annoiarmi.

Credo che coltivare una passione ed avere un obiettivo, sia una grande ricchezza, anche in tempi particolari come questi che stiamo vivendo, dove mai ci saremmo aspettati una “quarantena” ed un cambio drastico di abitudini e libertà negli spostamenti.

Le nostre passioni e i nostri sogni, riescono a farci andare avanti nelle difficoltà della vita, anche nelle piccole disavventure quotidiane.