Il 19/11/2019 sull’e-mail del BLOG : info@160cm.it ricevo un messaggio da parte di Massimiliano che mi racconta di far parte dell’associazione giovanile Ottavo Miglio di Padova.  Mi dice di aver ricevuto il mio contatto da Pietro Osti, conosciuto durante il BAM a Mantova, il presentatore della manifestazione, che lavora presso la radio Universitaria di Padova. Pietro gli ha parlato della mia storia e del progetto che sto portando avanti: http://gofundme.com/160cm

Vado a visitare il sito dell’associazione Ottavo Miglio http://www.ottavomiglio.it/e nella home page c’è scritto: “sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono”. 

Questa frase mi sembra un ottimo punto di partenza. L’associazione nasce nel 2011 per preservare l’area verde del Tavello, lungo il fiume Brenta, da chi alcuni anni prima voleva trasformare il paesaggio naturale costruendo nel mezzo una tangenziale a quattro corsie.  

Cosí Massimiliano e gli altri ragazzi dell’ associazione, decidono, mediante concerti e serate a tema di promuovere il territorio e l’aggregazione giovanile. 

Lavorano in collaborazione con altre realtà del territorio, tre le varie attività una su tutte il “Porto vecchio festival” http://www.ottavomiglio.it/home/portovecchio-festival/ che si svolge nel periodo estivo.

Ci scriviamo su messenger con Massimiliano, segue un contatto telefonico e ci accordiamo per una serata il 31 Gennaio. 

Io vengo invitato nella sede invernale, quella di Limena, nella chiesetta sconsacrata del 600’ . Una location, che come potete vedere dalle foto è molto suggestiva e molto ben curata.  

Per l’occasione utilizzo la bici Brompton http://brompton.it/home/Brompton.html: che una volta arrivato a Milano da Torino su un treno regionale, carico sul Freccia che mi porta da Milano a Padova in poche ore. Arrivato a Padova mi dirigo verso il centro, in bici, e vado a palazzo Bo, dove lavora Pietro Osti.  

Pietro arriva, mi accoglie con un grande sorriso, è la terza volta che i nostri percorsi si incrociano, la prima volta al BAM https://www.bameurope.it/ a Mantova, poi al Padova Bike City https://padovabikecity.it/ ed ora qui.  

Sale sulla sua bici da città e andiamo verso casa sua, poco fuori dal centro di Padova. Saliamo da lui, mi offre un caffè, il tempo di cambiare la sua giacca e inforcare la bici gravel e ci dirigiamo verso Limena. Da casa sua sono circa 20 km in bici, tra ciclabili e strada condivisa con le auto. In questo tragitto ho modo di provare la bici, la compattezza da piegata ho avuto modo di testarla sul treno freccia al posto del posto per il bagaglio trolley. La bici risponde bene e lo sviluppo metrico è ottimo, considerando le ruote da 16’ di diametro, quelle della bici di Pietro sono un 28’ , ruote di diametro normale. 

Abbiamo modo di chiaccherare e raccontarci ultimo periodo, giri in bici fatti e giri che vorremmo fare. Cosí in poco tempo, tra una chiaccherata ed una regolazione dell’inclinazione e distanza della sella da parte mia, arriviamo davanti alla chiesetta a Limena.  

Portiamo le bici all’ interno e la mia viene sistemata sull’ altare. Una location fantastica, davvero ben curata che mi fa dire: Wow !!! Al mio ingresso vengo accolto da Massimiliano, finalmente ci conosciamo di persona. Una bella stretta di mano, una presenza forte. 

Vengo presentato agli altri ragazzi e poi faccio un giro per osservare incantato la disposizione degli oggetti, le luci gli addobbi, un gioco di luci che rende l’atmosfera molto accogliente e rilassante. Complimenti.

 Massimiliano lavora in una panetteria e gentilmente offre la cena, porta focaccia, pizza e dolci. Dopo questo benvenuto iniziano ad arrivare le prime persone. 

Una volta che i posti vengono occupati, Massimiliano introduce Pietro e me e per introdurre la mia figura posa un paio di guantoni da boxe ai piedi dell’altare e con poche parole ma cariche di significato, spiega che sono stato un atleta. Non me lo aspettavo e ne rimango piacevolmente compito.

 Sull’ altare ci sono due sedie dove ci accomodiamo Pietro ed io. Pietro con il suo fare che rende tutto più semplice e fluido mi introduce e racconta di come io intraprenda viaggi in bici, si, ma con una fedele compagna, io mi aggancio e spiego che questa compagna che ha deciso di seguirmi in tutte le mie avventure si chiama Sclerosi Multipla. 
Inizio a raccontare che cosa sia con esempi semplici. Il pubblico è variegato e con piacere vedo nelle prime file alla mia sinistra un gruppetto di ragazzi giovani, minorenni.   

Pietro mi aiuta a mantenere un filo conduttore di una chiaccherata che mi vede parlare per circa due ore.  Gli argomenti sono molteplici, i temi trattati anche. Parlo dello sgomento e della paura iniziale dopo la diagnosi, dell’inizio delle terapie preventive, di come con il cambiare delle terapie il mio “guinzaglio” si sia allungato e mi abbia dato l’opportunità di riprendere nel 2013 a viaggiare in bici. Di come la malattia metta in crisi, non solo una crisi fisica ma una crisi di identità. Ho parlato dell’estate del 2018 e dei ricoveri da metà Giugno fino al 5 Settembre. Del mese al centro di recupero e riabilitazione funzionale TROMPONE http://www.trompone.it/ a Moncrivello e di come da lì in poi ci sia stata una risalita fisica e mentale. Della nascita del progetto e della raccolta fondi:http://gofundme.com/160cm. Ho cercato di comunicare che noi determiniamo in buona parte come la nostra vita possa andare, anche difronte alle avversità. Un cambio di punto di vista e di mentalità è possibile. Di come reagire, davanti ad un evento avverso sia un dovere che abbiamo in primis verso noi stessi.  
Non dico che questo sia semplice e che nel mezzo non ci siano momenti negativi, pianti, antidepressivi e aiuto psicologico, ma è possibile ritrovare obiettivi e scavando le forze, le abbiamo nel nostro profondo. I rapporti umani aiutano, saper chiedere aiuto anche.

In una società dove la figura diffusa è quella dell’uomo in piena carriera, bello, sul SUV di ultima generazione, è pieno di questi luoghi comuni…un uomo con problematiche fisiche potrebbe sentirsi “fuori posto”…bè sapete che vi dico? Tutti bravi a guidare un SUV con servo sterzo ecc ecc assistito, comandi vocali ecc… ma rialzarsi e ritornare ad assaporare la libertà muovendosi in piscina, in bici, con un passeggiata, usando il proprio corpo, anche se non più performante, anche se non più perfetto…bè questa è una sfida che appaga. L’uomo ha una grande capacità di recupero e autoriparazione. Ovvio che dietro ci debba essere costanza nello sport e fisioterapia.

 Mi è stato chiesto da Pietro di dire qualcosa ai ragazzi più giovani presenti in sala. Ho detto quello che direi e che dico a me tutti i giorni: seguite le vostre passioni. Vi fanno sentire vivi, vi insegnano a seguire un obiettivo a coltivare un qualcosa a fantasticare a mettervi alla prova e nei momenti duri ve le ritroverete, troverete conforto in esse, allenteranno le tensioni, vi aiuteranno a riflettere. Cosí è stato per me con i viaggi in bici. Li sognavo da bimbo e li realizzo ora a 42 anni, è cambiato il costo del “giocattolo” ma lo spirito è il medesimo.  
Oggi devo utilizzare degli accorgimenti, ovvio, la spasticità alle gambe, ha cambiato alcune dinamiche nella mia giornata ma non ha cambiato Fabio, Wolf come molti mi chiamano. 
Come ho detto ai presenti a Limena, Fabio non è solo le sue gambe! E nonostante la malattia e la spasticità alle gambe, sono proprio loro che mi portano in giro in bici a scoprire nuovi luoghi.

 Soprattutto per i neo diagnosticati: non fermatevi, non permettete alla malattia e a nessuno in generale di bloccare i vostri sogni le vostre passioni. Sclerosi multipla non vuol dire necessariamente una vita triste in carrozzina. Non oggi con i nuovi farmaci e soprattutto AIUTATEVI facendo attività fisica costante. È scientificamente provato ! 
In accordo con Pietro Osti, abbiamo toccato anche il tema della sessualità. Ebbene sí la spasticità rende la muscolatura delle mie gambe più  rigida, ma non vuol dire che ció si rifletta su tutto il corpo. Alcuni farmaci possono influire nei rapporti sessuali. Sono argomenti poco trattati ma che fanno parte della vita anche di chi ha una malattia. 

Cosa pensate che chi ha la sclerosi multipla non abbia una vita sessuale? Che sia meno appagante? Non bisogna essere dei circensi per avere una vita attiva. Quindi perchè non parlarne? Io l’ho fatto scherzando con i presenti su gli effetti di alcuni farmaci, come lo zoloft, uno stabilizzatore dell’umore che puó ritardare l’eiaculazione…oddio ho detto eiaculazione😄. Si ma nessuno mi ha fatto proposte come attore…

 La serata è stata molto ricca e alla fine ci sono state parecchie domande che mi hanno reso felice. Vedere le persone coinvolte è un successo. Non pensate che sia “figo” raccontare e ripercorrere certi momenti della propria vita. Ogni volta che li racconto, in parte li rivivo e li rielaboro. Dopo mi sento stanco, ricordate che io sono emotivamente coinvolto. Peró quando le persone sono partecipi mi fanno pensare di essere sulla strada giusta. Parlare, condividere, informare. Crescere insieme.

 Al termine della serata, Pietro Osti mi ha offerto casa sua per passare la notte, lasciandomi dormire fino a tardi il giorno dopo e lasciandomi il tavolo imbandito per la prima colazione. 
Grazie Pietro, ti ringrazio anche qui, in questo articolo, per aver permesso che questa serata potesse realizzarsi e per avermi offerto la tua ospitalità condividendo casa tua. Quale miglior dono? 

Con i ragazzi dell’ associazione Ottavo Miglio ci rivedremo. Meritano molto per quello che fanno e per come lo fanno. Con Pietro sicuramente ci rivedremo al BAM 2020. 
Ringrazio tutte le persone intervenute a Limena, grazie per avermi supportato e chiunque deciderà di supportare il mio progetto: o lo diffonderà. 
Chiunque fosse arrivato fino al fondo di questo articolo, lo condivida, è il miglior modo di parlare di realtà diverse ed avvicinare e cambiare una mentalità. Grazie.