Il 21/12/2019 ricevo un messaggio su Messenger da parte di un ragazzo di nome Paolo. Paolo ha 29 anni, mi racconta di aver sempre praticato sport, fin da bimbo, prima con il judo e la pallamano, poi ha iniziato a praticare ciclismo, in MTB, disputando gare dal 2011 al 2017 anno in cui ha smesso di gareggiare per seguire la madre ammalatasi di un tumore che, purtroppo nel febbraio 2018 le ha stroncato la vita. Paolo mi scrive: “ distrutto emotivamente e logorato dallo stress accumulato, ho trovato la forza di utilizzare la bici solo al Aprile 2018 e dopo solo due settimane le prime parestesie alle gambe ( formicolii e diminuzione della sensibilità ). Paolo inizia la trafila di visite e a luglio 2018 gli viene diagnosticata la Sclerosi Multipla. Mi scrive che da qualche mese ha ritrovato la forza di allenarsi e che gli piacerebbe tornare a gareggiare, vuole dimostrare a se stesso in primis che si puó rialzare e che davanti ad una difficoltà bisogna lottare senza mai arrendersi.

Dopo questo suo breve ma intenso racconto mi lascia il suo cell dicendomi di volermi incontrare.

Sono rimasto colpito dalle parole di Paolo, da come con lucidità e con spirito di rivalsa verso la SM, stia iniziando un percorso di risalita.

Colpito ma non stupito da come le storie di chi viene investito dalla SM siano spesso iniziate da un evento traumatico, un forte stress, un lutto.
Io ho perso mio padre nel 2007 e nel 2008 ho avuto l’esordio della SM.

Quanti elementi che mi accomunano a Paolo, tanti, cosí il 27/01/2020 ci troviamo al LAB, locale in piazza Vittorio a Torino. Paolo è di Torre Pellice e si trova a Torino per la terapia che al momento sta seguendo presso l’ospedale San Luigi.

Dopo il lavoro lo raggiungo, prendiamo una birra e iniziamo a chiaccherare.
Apparentemente è un ragazzo sereno, posato, gentile nei modi di fare. Mi è facile comprendere quello che possa aver passato, durante la malattia della madre, durante i sintomi iniziali della SM e quando ha ricevuto la diagnosi.

Paolo mi racconta tutto con serenità.
Ci scambiamo opinioni, ci comprendiamo a vicenda.
La passione in comune per la bici, e i paesaggi che ci sono dalle sue parti, Torre Pellice, quasi mi costringono a organizzare un’ altra birra nella sua zona, dopo una sgambettata insieme.

Penso che questo incontro non ci sarebbe stato se non avessi aperto il BLOG, la pagina Facebook, ecc..
Penso che questo sia un dono, che la malattia possa davvero essere vista da un punto di vista diverso. No come un qualcosa che isoli, nemmeno che ghettizzi, ma come un modo per conoscere nuove persone, che se pur colpite da una spada di Damocle a noi visibile, sono persone che si attraggono anche per le passioni in comune e soprattutto per la voglia di vivere, per la resilienza, per la voglia di mantenere la propria identità e concentrarsi su tutto ció che si puó fare nonostante una malattia. Io sono convinto che gli incontri non avvengano a caso e sono sicuro che con Paolo organizzeremo una pedalata insieme dove mi racconterà della ripresa alle gare. Paolo è avvisato che dovrà rallentare la sua andatura con me…ma dimostrerà a se stesso di essere in grado di rialzarsi. A presto Paolo.