Non tutti i weekend sono sinonimo di giri in bici e imprese personali. Non tutti i weekend lasciano il tempo e lo spazio alle proprie passioni.  

Spesso si attende il sabato per poter sbrigare commissioni, fare acquisti, sistemare casa, fare quelle cose che la routine settimanale tra lavoro, esercizi, allenamenti o imprevisti, rilegano all’unico giorno, o meglio mattina, dove la città e i suoi servizi sono attivi all’80%.  


E cosí arriva il sabato e ti ritrovi a puntare comunque una sveglia. Ok, posticipi di mezz’ora? Un’ora? Ma sempre sveglia è. Quindi caffè, colazione, esercizi gambe start e poi in giro per commissioni. Banca, qualche negozio che la domenica si trova chiuso e in settimana ha orari non compatibili con altre attività e cose simili. Poi un salto in piscina, anche veloce, ma attivarti può fare solo che bene.  

Arriva il sabato sera, dove la fantasia vola a chissà che rivalsa sulla settimana scandita da orari ferrei, e ti ritrovi prima di cena dopo il nuoto ad avere fame e sentire stanchezza, quella stanchezza che, dall’idea della birra in qualche locale con amici circondato da volti diversi, ti fa propendere per una cena a casa, con l’utopia dell’uscita post-cena.  Alla fine ti ritrovi a sdraiarti sul letto e guardare qualcosa su Netflix, si, ma solo 20 minuti, magari una puntata di una serie, una veloce, magari in lingua cosí sei impegnato e sicuramente non ti verrà a trovare l’abbiocco, fedele compagno di fine giornata.
 
Cosí, senza nemmeno accorgertene, quasi con movimenti involontari dettati dal sig. Abbiocco, ti ritrovi con una coperta che ti copre a metà, sdraiato sul letto a cercare qualcosa su YouTube, o con un libro lasciato con un segno fra le pagine in attesa del suo turno. 
Il passo da Abbiocco a Morfeo è veloce, quasi impercettibile. L’ultimo baluardo a questo cambio di stato, con i due che si passano il testimone (cioè… TU!), è il tuo dire: “5 minuti che mi rilasso, poi un caffè ed esco.” Terminato di pensare “5 minuti”… E sei già nella prima fase REM. E, come accade nella maggior parte dei casi, ti svegli qualche ora dopo, la vescica che bussa (almeno la mia) e ti ricorda che la devi assecondare. Guardi l’ora e pensi: oramai è andata, domani ti alzerai presto e farai un bel giro in bici! 

Ci sono alcuni fine settimana che l’orario di risveglio coincide con quello del pranzo. È in questa circostanza che comprendo che il mio corpo mi chiede tregua. “Fabio è ora di riposare e, se è il caso, ‘cazzeggiare'”. Io brontolo quando capita, un pò per índole, un pò perchè mi sembra di perdere tempo, sapendo che oggi sono in grado di fare alcune cose…domani non ne ho la certezza. 

Questa che arriva è una settimana intensa, piena di appuntamenti e forse il mio corpo comprende meglio di me quando è il momento di recuperare per affrontare al meglio gli impegni.
A parte un paio di impegni a inizio settimana, visite di controllo, ecc.. giovedí 30, sarò impegnato all’ospedale Molinette di Torino (AOU Città della Salute e della Scienza, Via Cherasco 15, Primo piano, Aula Magna di Neurologia) al convegno “Sclerosi multipla e stili di vita”, per raccontare di come, nonostante la SM, impegnandosi, si possa avere una vita attiva.  Venerdí 31, presso la chiesetta che fa parte della Barchessa di Villa Fini, sede del comune di Limena (Padova) sarò ospite dell’associazione culturale Ottavo Miglio, dove saró ospite di una serata insieme a Pietro Osti per dare voce alla mia iniziativa: http://gofundme.com/160cm. Una opportunità importante, per la quale devo ringraziare Massimiliano “Cioppe”, che mi ha invitato. 
Buon inizio settimana a Tutti. Stay tuned !