2019, una fine. 2020, un nuovo inizio. E come potevo affrontare, io, questo passaggio? “Quasi” ovvio… con una pedalata! Dove? Con chi? Beh.. Rueglio, nel Canavese, la destinazione. A casa di Riccardo, uno dei miei più grandi e storici amici. 

Più volte racconto di weekend trascorsi in questo paese che ha accompagnato la mia adolescenza e continua a regalarmi momenti felici. Ci vado da quando ho 14 anni, anno della prima superiore, anno in cui conobbi Riccardo, Amico con la « A » maiuscola, Uomo a cui sono legato profondamente, come fosse un fratello. Sono figlio unico, ma credo che il legame che ho con lui sia al pari di ciò che si possa provare per un famigliare, un legame di sangue. 

Così il 31-12, terminato di lavorare due ore prima, passo da casa prendo la borsa con quattro cose dentro, salgo sulla mia fedelissima Wolfbike e parto. Percorro la strada che conosco a memoria, passando per Leinì, Lombardore, Mastri, Feletto, Agliè, Bairo, Vidracco, fino ad arrivare a Rueglio. Sono circa 58 km da casa mia, e da Feletto si pedala in salita. 

Questa volta, poco prima di Feletto, incontro Silvio, conosciuto durante la serata alla Ciclocucina. Lui abita a Bosconero, ci sentiamo al cellulare e mi viene incontro. Pedaliamo un pó insieme e mi racconta che c’è una strada meno trafficata, leggermente piú lunga ma più a misura di bici. 

Voglio arrivare prima di cena, fare una doccia e godermi gli amici, quindi con Silvio rimaniamo che ci incontreremo al ritorno e mi farà vedere la strada da lui suggerita che passa da San Benigno Canavese, Volpiano, Settimo Torinese, Torino. Cosí sarà, e al ritorno avró il piacere di essere accompagnato e godere della compagnia di Silvio fino a San Benigno Canavese.

Arrivo a Rueglio che è buio, entro in casa, mi accolgono già festanti e io mi unisco ai brindisi. Iniziamo a banchettare gondendo il tutto con racconti, progetti e risa dei bimbi che corrono per la casa. 

Una bella serata, che terminerà intorno alle 2:00 del mattino e che mi dà modo di riflettere sul mio 2019. Un anno positivo che ha visto il mio rialzarmi dopo l’estate del 2018 con i tre mesi di ricovero ospedaliero. Un anno in cui è iniziato il progetto per la raccolta fondi su: gofundme.com/160cm. Anno in cui ho fatto l’ennesimo cambio terapia con l’Ocrelizumab
https://www.aism.it/ocrelizumab, seguito da un avventuroso giro dei Balcani in sella alla mia bici, esperienza tosta e gratificante. Anno in cui ho conosciuto persone speciali, che in molti casi mi hanno supportato nel progetto, e mi hanno fatto sentire la loro solidarietà.

Questo 2019 è stato un anno particolare anche perché mi ha dato modo di conoscere meglio me stesso e di comprendere che, nonostante le difficoltà e la malattia, la mia identità è la medesima. 

Ora guardo al 2020 con un approccio positivo e tante nuove idee per rendere ancora più concreto il mio progetto e avventurarmi in nuove pedalate! 
Stay tuned💪🏻🚴🏼‍♂🐺