Sono le 18:00 di una domenica che ho passato a casa, nonostante la bella giornata. Mi sono svegliato tardi, si tardi, intendo le 11 circa, anche se dopo le gambe ne risentono, se sto molto fermo le avverto particolarmente rigide ( la muscolatura involontaria, in presenza di spasticità, non si decontrae ), a volte ho bisogno di riposare e “cazzeggiare” come tutti. Godermi il silenzio in casa e pescare tra i 1000 pensieri disordinati che si spintonano nel dormiveglia.
Con calma mi alzo e tra la lettura di una fake-news il riprendere conoscenza e riti del mattino eccomi che salto al pranzo.
Prendo un caffè con Guido, il mio amico non che vicino di casa, due chiacchere e in un amen sono le tre…acciderbolina.

Dalle Tre alzo lo sguardo e sono le 16.00, penso, voglio fare un giro in bici, ma è tardi, ma sento l’esigenza di girare in bici per schiarirmi le idee e attivare il corpo.

Mi preparo, poco stretching, più per la coscienza che altro, caffè e preparo due cose da portare dietro, camera d’aria e pompa in caso di foratura, una giacca antivento e comincio a pensare dove andrò. Considerando che inizia ad imbrunire, so, che tornerò al buio, quindi giubbino catarinfrangente e un percorso che mi permetta di essere a casa ad un’ora decente.

Quindi opto per fare un pò di salita, fortunatamente a Torino ci sono i colli vicinissimi, quindi quello della Maddalena che conosco a memoria viene a me in aiuto in questa decisione di tardo pomeriggio domenicale.

Salgo sulla bici, inizio le prime pedalate e mi viene in mente che avevo un appuntamento con una cara amica, quindi cambio rotta e vado. Altro caffè ( quelli alla domenica pomeriggio danno una spinta alla voglia di pedalare in presenza di temperatura calante e buio ), chiacchieramo per quasi due ore e poi, una volta che ci si congeda parto a pedalare verso il colle.

Questo percorso puoi farlo sia da strada asfaltata che dal percorso off-road fra la collina. Anni fa lo percorrevo ( percorso del N 16 che passa da Parco Michelotti, se non erro ) spesso off-road per arrivare in cima al colle e poi fare la discesa in mezzo alla vegetazione, con sgommate, fra le foglie, il fango , le sponde naturali e le radici degli alberi.

Ho smesso da qualche anno di fare questo tipo di uscite, non mi sono più fidato delle “mie gambe”, la strada dissestata richiede che si lavori in isometria sui pedali a scapito dei possibili cloni che se scattano fanno perdere il controllo del mezzo…e come dire, non mi sembrava il caso.

Anyway, mi dirigo al colle dalla strada asfaltata, percorsa molte volte. Salgo dalla parte che credo sia la più ripida, con pendenze che variano fino al 15% , con lunghi tratti all’11%. Ci metto un pò a salire, vuoi la bici ( 19KG ) vuoi le mie gambe, vuoi il popliteo e soleo dx che urgono manutenzione , una contrattura/infiammazione mi da noia sotto sforzo ( maledet… spasticità ). Alle 21.00 giungo in cima al colle dove si trova la statua dell’Angelo e si può godere della vista di Torino dall’alto.

Percorso: https://youtu.be/byy0cMXvBKY ( per visualizzarlo aprire in un’altra scheda )

C’è un silenzio fantastico, sono da solo e mi godo le sensazioni di quiete e molti ricordi affiorano nella mia memoria, belli questi ricordi, nessuno potrà mai cancellarli, ricordi di pedalate e discese notturne con amici.

Mi vesto, metto la giacca windproof e inizio la discesa dalla parte opposta, quella che da verso Pecetto.

Ora, si può pensare che la salita sia stata dura, in realtà trovo più impegnativa la discesa che, anche se da strada asfaltata, racchiude diverse insidie e richiede parecchia attenzione. La strada è umida e “fredda” e io a scendere oltre ai 50km/h proprio non mi fido soprattutto in curva e di tornanti ce ne sono parecchi, non sento il giusto feeling, complice anche il buio e la pendenza. Però, queste sensazioni mi ricordano le discese estive, durante i miei viaggi alla ricerca di probabili campeggi in strade sconosciute e questa sensazione mista fra libertà, tensione, attenzione e incertezza mi fa sentire VIVO !.

Arrivo a casa e la doccia mi avvolge rilassando la muscolatura delle gambe e schiena.

Solo un 25km ma impegnativi che mi hanno dato modo di rilassarmi mentalmente e di partire bene con l’inizio settimana. So che dovrò fare della fisioterapia per la gamba dx, la subdola cerca di far sentire la sua presenza ma per questa sera il colle della Maddalena è stato “conquistato”.