Ogni uno di noi ha un carattere, frutto del modo in cui cresciamo, i primi anni di vita, la relazione con i genitori e le esperienze che facciamo. Tutto questo e non solo, credo vada ad influenzare ció che si diviene da adulti.
E già è difficile cosí relazionarsi con le persone che entrano a far parte della nostra vita.
Ancora più difficile è relazionarsi con le persone con cui abbiamo vicinanza, intimità.
Cosí è per tutti si ! Proprio tutti, nessuno escluso chi più chi meno.
Poi, peró cosa succede quando qualcosa mina la nostra identità? Quando qualcosa dentro di noi…cambia e cambia a tal punto da modificare l’immagine che NOI stessi abbiamo di noi.
Possono essere tante le strade che un essere umano puó prendere, più o meno consapevolmente.
Quando arriva una malattia CRONICA che ti cambia anche esteriormente, ad esempio con la SPASTICITÀ, allora arriva uno Tsunami di emozioni e di reazioni, molte incomprensibili anche o forse soprattutto a chi le prova.
Ci si puó sentire sopraffatti dalla vita, vinti, si puó pensare che ce la si meriti tale punizione, magari per rapporti turbolenti con i genitori ( le malattie autoimmuni, spesso, hanno retroscena di irrisolti con i propri cari ) e come varia il rapporto con gli amici? Bè la malattia a mio avviso : SCREMA !
Si seleziona le persone. Come in un locale IN…per entrare c’è la selezione, o dentro con tutto ció che ne comporta o fuori.
Ma quel DENTRO cosa significa?
Ragazzi è un CASINO!!! Si. Un vortice forte che a volte si cheta e a volte esplode.
Posso affermare con certezza, dopo quasi 12 anni di malattia che stare vicino ad un MALATO CRONICO, sia difficile, anche quando nel mio caso lotta senza fare passo in dietro. Già perchè la « merda » e non trovo altro aggettivo, la prende e la ingoia spesso chi é più vicino. I genitori, gli amici stretti e il compagno o la compagna di turno ecc…
Purtroppo é così.
La teoria la conosciamo tutti ma poi, quanto discostano gli atteggiamenti quotidiani. Si tende, in alcuni casi, a divenire cinici, a diventare iper critici, si tende a non accettare le debolezze e i difetti o presunti tali di chi ci circonda. Si é talmente spaventati dai propri che vedere una persona vicina a cui si vuole bene stare male, può , ( non sempre per fortuna ) provocare una reazione incomprensibile, smodata di rabbia.
Lo scrivo, senza vergogna. A me a volte capita. Divento intollerante e cinico.
Purtroppo la malattia non « inquina » solo il fisico, spessissimo è l’umore e le reazioni che vengono inquinate e il fisico segue il filone.
Io mi impegno a non “inciampare” in questo imbruttimento della mia persona ma spesso chi mi è vicino o ci prova viene investito da questo mio stato, che va a periodi alterni. Questo non è negativo solo per chi mi vuole bene e prova a lottare al mio fianco, è negativo soprattutto per me. Lei si alimenta di questi stati psicologici. Bisogna ricordarlo sempre!
Questa riflessione nasce dalle parole di una persona che sta provando a starmi vicino…a volte abbiamo cosí paura di soffrire che facciamo di tutto per non vivere situazioni o rapporti piacevoli, attuando comportamenti che allontanerebbero anche madre Teresa di Calcutta e Gandhi a braccetto.
Anche accettare, vedere e provare a migliorarsi sotto questo punto di vista fa parte della lotta contro la subdola.
-Mens sana in corpore sano- detto attualissimo soprattuto contro l’ SM.