Una volta arrivato a Milano centrale con il treno da Vicenza con cambio a Verona, e che cambio…, pedalo fino a Monza, vado da mia cugina, decido di passare a salutarla, è li con amici, pedalo per 20 km e verso le 21 sono da lei. Ceno come un lupo, saluti, baci, abbracci, qualche racconto di viaggio, un film su sky e poi, dopo essermi svegliato alle 5:45 sulla nave e aver pedalato da Venezia a Vicenza e da Milano a Monza per un totale di 104 km, è giunto il momento di dormire.

Il 4, domenica, mi sveglio presto, come da abitudine con i ritmi corretti del viaggio. Colazione, doccia, preparo le borse, ci si saluta e alle 10:30 pedalo verso Milano.

Prendo un regionale per Torino, li sul vagone bici incontro un altro cicloviaggiatore, Torsten from Erlangen, Germany, ha una bellissima bici, per gli addetti, una Salsa in titanio, con Rolfhoff e cinghia, un sistema di ricarica per i dispositivi USB collegato al mozzo SON, una bici da TOP di gamma.

Appassionati entrambi parliamo, lui curioso del mio viaggio io della sua bici e della sua scelta di partire da Torino.

A Vercelli decido di scendere, voglio tornare a Torino pedalando, mi sembra l’unica conclusione possibile per il mio viaggio, io mi sento ancora in viaggio.

Cosí faccio, scendo ed inizio a pedalare, strada quasi deserta, tutto piatto, non ero più abituato a non trovare pendenze.

A Crescentino mi fermo in un bar aperto per un caffè ed un gelato, mancano 40 km a casa mia. Faccio due chiacchere con il barista che ha vissuto 12 anni all’estero e mi racconta un pò le sue esperienze, persona interessante.

Riparto, arrivo a Chivasso e percorro la strada fatta molte volte ma la sensazione che ho è quella di “leggerezza” , spensieratezza, nonostante l’indomani debba essere in ospedale per visite di controllo e poi al lavoro e nonostante a Torino mi attendano delle belle gatte da pelare burocratiche.

Ma ho questa sensazione di leggerezza e me la godo.

Arrivo a Torino dopo km 103, percorro il lungo Pò che porta in piazza Vittorio dove c’è il locale LAB dove lavorai anni addietro e dove sono stato ospite il 09/07 per lo speech al Salotto di MAO, il giorno prima della mia partenza.

Passo dal LAB, c’è uno dei gestori, Roberto, ci salutiamo, saluto i ragazzi che lavorano, facciamo due chiacchere sul viaggio e una foto insieme.

Arrivo a casa mia passando dal centro, dalle vie che conosco a memoria, ho sempre questa sensazione di leggerezza che mi accompagna e mi godo ogni singola pedalata anche nelle vie cittadine, con un punto di vista diverso, più spensierato.

Mi auguro che questa sensazione duri il più a lungo possibile, domani sarò all’ospedale delle Molinette al mattino e poi in ufficio, si riprende con la routine ma con il “sorriso nel cuore” che questo viaggio ha rinforzato.

Attenderò qualche giorno prima di scrivere di un resoconto di questa esperienza, vacanza, viaggio, in tanto già fantastico sulla prossima meta e su migliorie dell’equipaggiamento. La mente va avanti, va oltre i confini fisici e gli impegni, i sogni non hanno luoghi che possano imprigionarli ma vivono di fantasia, volontà e voglia di vivere, tutte quelle sensazioni che provo durante i miei viaggi e che cerco di coltivare durante l’anno.

Le esperienze, sono la maggior forma di ricchezza che un uomo possa possedere, cercherò di arricchirmi il più possibile nel mio modo in sella alla mia bici a 160cm dal suolo.