Al risveglio, dopo la lauta cena della sera prima, vado al bar che da sulla spiaggia. Il camping è ben strutturato, con questa porzione di spiaggia ricca di sedie sdraio, una piattaforma che dal bar arriva al mare ( immagino costruita dai proprietari del campeggio ) dalla quale oltre a distendersi e prendere il sole ci si puó tuffare, c’è una scaletta laterale per il rientro.

Incontro Marco, facciamo colazione insieme e continuiamo con la nostra conoscenza. Lui è insegnante di yoga e massofisioterapista. Penso “che cul…eeem fortuna”.

Vede che ho problematiche alla schiena, cosí si propone gentilmente di farmi un massaggio.

Utilizza un tavolo che è vicino alla sua area, metto il mio tappetino da campeggio sopra e lui inizia a trattarmi.

Sono bello “incriccato” contratto e sento male ma quel dolore che già conosco, quello che dopo tifa bene. Sopporto.

Normale che dopo io non sia perfetto, un giovamento peró lo provo anche nei giorni successivi.

La giornata trascorre serena, tra un bagno, due chiaccere, racconti di vita e birra, cena, birra.

Un relax che uno si merita dopo periodi di lavoro o stress vari, o che in ogni caso chiunque di noi si merita.

Con Marco ci sono diverse affinità e ci facciamo un sacco di risate, soprattutto dopo le birre 🍻😆.

Facciamo yoga/ stretching insieme sulla piattaforma, sia la sera del 31 che il mattino del primo agosto. Considerando il mio blocco iliaco-sacrale, due gg di relax e stretching non possono farmi che bene.

Dopo lo stretching mattutino all’apertura del bar sulla spiaggia verso le 10:30 faccio il mio “brunch” sempre ricco, omlette, frutta, pane e miele, pane e marmellata, caffè . Dopo si che mi sento bene.

Verso le 13 inizio i preparativi, devo tornare a Patrasso per imbarcarmi, la nave parte alle 22:59 e devo essere li due ore prima per le varie operazioni di controllo ecc.

Cosí verso le 15:30, pago il pernottamento, saluto Marco con un abbraccio, so già che ci rincontreremo, è di Voghera, un giro in bici si fa fino a lí😉. Parto

Sono solo 28 km fino a Patrasso, 31 fino al nuovo porto, devo fare provviste e poi me la prendo con una calma stile bradipo addormentato. C’è vento contrario, non forte ma c’è per 3/4 del tragitto.

Faccio la spesa in un supermercato a 8 km da Patrasso, arrivato a Patrasso cerco una panetteria e mentre faccio una curva sento la bici che “scoda dietro”… conosco questa sensazione. Fortunatamente vicino c’è un negozio che vende bici. Mi fermo e chiedo se mi prestino una pompa da officina. Dò un paio di pompate alla ruota dietro e sento: fssssss….ok.

Ho bucato, dopo più di 1800 km ho bucato, nonostante abbia montato il copertone nuovo posteriore prima della partenza, uno “schwalbe marathon”, qualcosa si è infilato nel disegno del battistrada e ha bucato il copertone e la camera d’aria.

Mi faccio prestare un cartone, smonto i bagagli, apro la borsa anteriore dx dove ho le camere d’aria e gli attrezzi, giro la bici al contrario sul cartone, tolgo la ruota posteriore, sgonfio la camera d’aria, gonfio leggermente la nuova. Dopo tolgo un lato del copertone, sfilo la camera d’aria bucata, controllo che non ci siano corpi estranei all’interno del copertone, e monto la nuova camera d’aria.

Rimonto la ruota, come ci sono mi regolo le pastiglie del freno posteriore et voilà la bici è pronta.

Rimonto i bagagli, chiedo al gestore dello store se possa lavarmi le mani, ringrazio per la pompa, con la sua ho fatto prima, e facciamo una foto insieme.

Ora posso cercare una panetteria e poi recarmi al porto.

Detto fatto, trovo una panetteria, quando mi fermo a mangiare la commessa, tra a ciò che ho acquistato, mi ha messo un pensiero nel sacchetto, dei dolcini, che gentile.

Eccomi al porto, esibisco il biglietto, viene fatto il controllo con la mia carta di identità. Vado al gate e smonto di nuovo tutte le borse che devono essere visionate e mi dicono che la bomboletta gas del campeggio, quella che usi per il fornelletto non la puoi imbarcare. 😳 La prima volta che mi capita. Chiedo se sia una nuova regola, ho già viaggiato in nave, mi viene risposto che se ho lamentele posso parlare con la polizia. E buona sera anche a te.

La cosa assurda e che la bici non la controllano e li potrei nascondere anche il tritolo…va bè, lascio ciò che mi viene chiesto e non faccio polemica inutile.

Cosí eccomi qui sul traghetto che ripercorre a ritroso la costa fatta da me in bici, a guardarla da questa prospettiva sembra pazzesco che l’abbia percorsa tutta in bici, quando sei li che pedali, in salita, ti chiedi come sia percorrerla con altri mezzi, prospettive. Arriverò a Venezia il tre verso le 7 del mattino.

Penserò che fare una volta che sarò co la bici fra le mani, per ora mi godo il viaggio sul traghetto.