Nel campeggio di Igoumenitsa, che da sul mare, con bar, ristorante ed altri servizi, dopo cena c’è musica dal vivo, proprio nell’area davanti al ristorante.

Buona iniziativa per ravvivare un pó la serata, davanti ad un drink.

Alle 2:30 di mattina, questa “simpatica” musica mi sveglia. Non è la musica che senti da lontano e che ti traghetta in una fase rem, è decisamente invadente. Comprendo che è estate, si è in vacanza ma dovrebbe essere a discrezione di chi campeggia se partecipare o meno. Li è imposto. Cosí mi alzo e con la calma che mi contraddistingue mi reco al ristorante per chiedere se il festival di san Remo sia stato spostato in Grecia a Luglio a mia insaputa.

Al mattino mi sveglio un pó “rincoglionito, preparo tutto e poi vado al ristorante a fare colazione con uova, bacon, pane, marmellata, caffè e succo di frutta, giusto per non farmi mancare nulla.

Parto verso le 13, i primi km sono in pianura e sono rilassato.

Dopo una decina di km inizia a salire, vedo un bello scorcio da cui fare una foto ma una volta che scendo dalla bici, noto che per passare bisogna affrontare il temutissimo Ragno. Già tra me e l’oggetto del desiderio ( il lembo di terra che mi permette di scattare le foto, c’è una ragnatela fra le due piante che lasciano il passaggio e un ragno muscolato che appena mi vede inizia a muoversi e a sbarrarmi la strada. Ci guardiamo, lui mi vede meglio ha più occhi…che fare? Li è casa sua ma io vorrei solo fare delle foto, lui non mi sembra intenzionato nel farmi passare.

Ok, gli e lo chiedo bussando alla sua ragnatela con dei sassolini. Lui comprende le mie intenzioni e “gentilmente” si ritira su un ramo e mi fa passare.

Decido di fare una parte della costa che è frastagliata, quindi un sali e scendi a volte passo anche un pó internamente, le strade non sono molto articolate quindi non hai tanta scelta.

Dal km 41 del mio conta km al 48esimo trovo vento contrario. Ecco il vento fra tutte le condizioni climatiche è quello che mal digerisco, se è di fronte è come un muro, se è di lato è pericoloso, se è dietro puó aiutare, ma dipende , in curva puó essere anche pericoloso e destabilizzare. In ogni caso mi ritrovo su un falso piano in leggera salita con vento contrario ma fà parte del gioco.

Mi sono dato come riferimento un campeggio che distava km 65 circa, arrivato in prossimità, ne ho ancora quindi miro al successivo che dista ancora 25 km.

Nella mia mente ho come riferimento i 7 km ( circa) che mi separano tra casa mia ed il lavoro. Quando sono a fine giornata e devo percorrere ancora 40 o meno km, penso ai multipli di 7 e mi do un’idea, suddivido il percorso cosí. È come andare e tornare se sono in torno ai 15 km, oppure è solo tre giri o 4 ecc..mentalmente mi aiuta parecchio.

9km di questi 25 saranno in discesa, una bella discesa graduale che mi fà risparmiare energie e tempo.

Cosí in torno alle 20 sono al campeggio, monto la tenda, mi doccio, mi faccio una signora pasta e un giro al ristorante, già gremito dove prendo un dolce. Una passeggiata veloce lungo il mare e poi nanna. Domani con molta calma ripartiró. Sono in fase relax e non mi faccio prendere dal dover fare a tutti i costi.