Alle sette apro gli occhi al campeggio dove ci sono la famiglia olandese nel camper ed io. Aggiorno il BLOG, chiudo la tenda, faccio esercizi di stretching, poi due chiacchere con il mio vicino Martijn e sua moglie. Mi offrono una tazza di caffé. Loro poi vanno in piscina ed io a fare la colazione « dei campioni ».

Mangio tutto quello che mi viene in mente, brioches, pane e marmellata, frutta ed una omlette con formaggio e verdure. Praticamente un mix tra la colazione e il pranzo.

Una volta sazio, chiudo i bagagli, sistemo la bici e si parte, tardi ma si parte. Il mal di schiena continua ma io e lui abbiamo il nostro patto: « not pain on the bicycle » e così si continua.

Questa é una tappa di trasferimento che mi avvicina sulla costa Albanese. Il panorama é nulla di che, strada da percorrere la maggior parte in pianura.

Cerco vie secondarie meno trafficate, maps.me mi propone due alternative: 1) strada principale molto trafficata ma più breve un 100 km, oppure strada meno trafficata, meno pianeggiante ma ci si sposta a 125 km. Nella mia testa c’é voglia di fare un mix delle due. Così cerco strade parallele e meno battute della principale, le trovo ma poi si arriva ad un punto dove finiscono nel nulla in strade sterrate, la prima volta la seguo, pensando che sarà una strada bianca come quella del giorno precedente, mi addentro e diviene sempre più sabbiosa, così sabbiosa che con la bici carica mi si pianta l’avantreno ed io perdo l’equilibrio, quasi da fermo e cado. La bici pesa e non riesco a tenerla sù. Cadiamo insieme. Mi rialzo, scazzato, controllo i danni, ce la caviamo con due graffi io sull’avambraccio sx e due graffi la borsa anteriore della bici, lei con un pennarello nero tornerà a posto, io sul posto con un pò di acqua e saliva.

Torno in dietro e scopro che é tutto contro vento. Faccio il cavalcavia e trovo una strada secondaria in parallelo con questa principale con addirittura una pista ciclabile, non ne vedevo più dalla Slovenia, penso « bravo Fabio chi la dura la vince »

Dopo qualche km, si ripete la medesima scena, la strada si interrompe e mi tocca tornare in dietro, contro vento e fare un altro cavalcavia per riprendere dal lato opposto un’altra strada secondaria e parallela.

Nuovamente dopo qualche km, ennesimo copione e siamo a tre…troppo, stufo di pedalare contro vento dove faccio fatica e pochi km, decido di percorrere questa amatissima strada principale molto trafficata ed arrivare al campeggio indicato su maps.me. e quindi dovendo pedalare come un « automa » senza cambi di direzione, decido di fare « rieducazione della pedalata ». Visto che soprattutto quando sono stanco i miei muscoli peronei delle gambe, maggiormente la dx, lavorano con deficit ( i peronei https://it.m.wikipedia.org/wiki/Muscoli_peronei sono quelli che ti permettono di spingere in dentro il piede, giusto per capirci ), provo a concentrarmi nella spinta del piede verso l’interno su ogni pedalata, ho maggiore grip sul pedale e riesco ad imprimere maggiore forza. Riesco a farlo perché non ho più gli attacchi ai pedali, così sono « obbligato » a dover controllare i movimenti altrimenti il piede tende ad andare verso l’esterno ed il dx ad andare verso il basso, perché il muscolo tibiale dx non lavora bene.

Ecco fatto, trovato qualcosa su cui concentrarmi e non pensare ai km che mancano 😉

Al campeggio arriverò relativamente presto e mi accorgerò che é molto improvvisato dietro ad una autorimessa. Ma dopo 125 km, ( avrei potuto o seguire il percorso in bici segnalato da maps.me tanto erano i medesimi km..🤔 ) voglio riposare e fare una doccia.

Ceno con una pizza ed una birra e mi metto a dormire.

Domani mi sposterò sulla costa, mi auguro di trovare un paesaggio migliore.