Lunedì 6 Maggio ho preso un giorno di ferie, ho un appuntamento, un appuntamento per me importante, é una mia « prima volta » e come tutte le prime volte, sono un pò emozionato… intervisterò il Dott. Claudio Solaro, responsabile del centro di riabilitazione e recupero funzionale Mons. L. Novarese Trompone di Moncrivello, il centro dove ad Agosto 2018 ho fatto fisioterapia.

Parto verso le 10:00 in bici, passo da Chivasso, Rondissone, Cigliano, Moncrivello, dopo 2h e 20 minuti sono davanti all’ingresso principale del centro. Giornata perfetta per pedalare, un bel sole, cielo sereno e andatura rilassata considerando che l’appuntamento é fissato per le 14:00.

Lego la bici, smonto le borse e mi dirigo al secondo piano dove sono stato ricoverato per la fisioterapia. Ritrovo i fisioterapisti che mi salutano con un sorriso amichevole, si sincerano delle mie condizioni e avvertono il Dott. Solaro del mio arrivo. Sono contento di trovare così tanto calore da parte dello staff del centro, la sensazione é quella di non essere un semplice numero/paziente che é passato dalla struttura, emerge il lato umano e quest’aspetto quando sei spesso sottoposto a cure mediche, fá la differenza.

Verso le 14:15 arriva il Dott. Solaro, mi viene in contro con un sorriso e mi conduce in una stanza tranquilla dove si svolgerà l’intervista.

L’intervista ha come oggetto le Onde d’urto radiali, terapia che ho provato in fase di ricovero al Trompone, terapia sulla quale il Dott. Solaro ha condotto uno studio e che avendola sperimentata posso testimoniare il beneficio ricevuto. Le onde d’urto radiali hanno la capacità di lavorare sul sistema nervoso, agendo sui fusi neuromuscolari che regolano l’allungamento delle fasce muscolari, diminuendo la spasticità, quindi diminuendo la rigidità muscolare e attenuando le clonie, manifestazione involontaria della muscolatura che non decontraendosi inizia a tremare, togliendo il momentaneo controllo al soggetto interessato.  

Questa intervista ha uno scopo, insieme ad altre che stò facendo ai soggetti da me coinvolti, serve a validare il mio progetto, ok avere un BLOG dove raccontare dal mio punto di vista questa malattia cercando di sensibilizzare e abbattere qualche barriera.. ma perché non usare questa condizione, ribaltando il punto di vista per creare qualcosa di utile? Così, attraverso un crowdfunding che vorrei far partire con il prossimo viaggio, vorrei comperare il macchinario per le onde d’urto radiali da privato e donarle all’Ospedale delle Molinette di Torino, così che chiunque abbia spasticità possa accedere a questa terapia, cercando di creare una collaborazione tra Le Molinette di Torino e il centro di recupero e riabilitazione funzionale Trompone, dando ai pazienti che necessitino l’opportunità di effettuare un ciclo intensivo di fisioterapia personalizzata al Trompone e continuare con la terapia alle Molinette.

Detta così, potrebbe sembra semplice, in realtà dietro a questo progetto, c’é molto lavoro da parte di molti e molta burocrazia che bisognerà superare.

In questo contesto, mi é venuta in contro una cicloviggiatrice, Perla Lazzareschi che mi ha consigliato di mandare una email al BAM: https://www.bameurope.it/bam-2019/,raccontando la mia storia il mio progetto …detto, fatto. Dopo circa 10 gg ho ricevuto una email di risposta dove mi hanno invitato a salire sul palco il 18 Maggio per raccontare.

Sono emozionato e non sò se riuscirò ad avere tutto pronto, il BAM si svolgerà il 17-18-19 Maggio a Mantova, in ogni caso é un onore e una grande opportunità che mi viene offerta per cercare di concretizzare il progetto. Sono contento di immergermi in questo mondo in questa avventura e sò che ne uscirò arricchito dall’incontro di persone che si mettono alla prova e intraprendono viaggi spettacolari, come i protagonisti che saliranno a raccontare, visibili sul programma e dall’atmosfera che si respirerà. Non stò preparando nessun discorso particolare, non ho ben idea di come sarà, esattamente come nei miei viaggi..lascio che tutto prenda forma naturalmente.

Questa opportunità mi dà forza nel continuare a fare ciò che per natura mi viene spontaneo, lottare contro la malattia che prova a fermare i miei sogni i miei viaggi, la mia voglia di libertà .