Tornato dalla fisioterapia alle Molinette ( sto eseguendo 12 sedute ), parlato con il Fisiatra Campagnoli, il quale mi ha fornito un paio di spunti che tratterò, dopo approfondimento, nei prossimi articoli.

Domenica 24, come da titolo, ho provato ad andare al lago di Malciaussia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Malciaussia .

L’idea me l’ha data Cinzia, fondatrice di: https://www.torinobike-xp.it/ di cui sono socio, a cui affido le mie bici per manutenzione, coccole e preparativi per i viaggi.

Durante questa avventura ho provato la action-cam appena comperata, con la quale ho scattato qualche foto in movimento e un video durate la primissima parte della discesa. Posizionata sul caschetto mi ha dato modo di farmi un’idea di come funzioni e dei vari accorgimenti da prendere. https://youtu.be/0EzT27M0aEY (Aprire da youtube)

Domenica 24, mi sveglio un pò « rinco », ho fatto tardi nella famigliarizzazione con la action-cam e al mattino pago dazio. Bellissima giornata visibile fin da subito, con un clima al di sopra delle medie stagionali. Tra colazione e swich bici, riesco a partire alle 10:00…tardi.

Mi dirigo verso Venaria, inbocco una parte del percorso della Corona Verde: http://coronaverdestura.it/ e con calma dopo due ore mi trovo a Lanzo.

Le gambe sembrano ancora « addormentate », intorpidite, quasi mi volessero dire: sicuro di voler andare fino al lago? La voglia di arrivare é tanta e la testa non ascolta questa domanda, l’ignora e proseguo a pedalare verso Viù.

Comincio a salire verso Germagnano, poi Fubina dove mi fermo a rifornirmi d’acqua in una delle tante fontane che incontro lungo il percorso, acqua fresca. La giornata é calda, 27 gradi e la salita é continua.

Arrivato a Viù in torno alle 13:30, mi fermo per pranzare, ho portato dei panini, frutta e poi condisco il tutto con un caffé e un dolcino gratificatore in un bar. La pausa dura circa 20 minuti.. mi sento bene, godo del sole, le gambe rispondono e ho la percezione che non ci metterò molto ad arrivare alla meta.

Riparto, arrivo al bivio dove se si prosegue a sx si và verso il colle del Lys, scalato qualche weekend fà dal versante di Almese, decisamente più duro e se si prosegue dritto si và in direzione del lago di Malciaussia, passando: Lemie, Usseglio, Margone, pian Benot, Malciaussia.

Ho raggiunto Viù salendo dal lato meno duro…e meno male. D’ora in poi le pendenze aumenteranno. Arrivato ai piedi di Usseglio chiedo in un bar se la strada sia percorribile fino al Lago, mi dicono che è percorribile fino a Margone, poi è chiusa ancora al traffico ma a piedi ed in bici si puó proseguire.

Ricomincio a pedalare e via via che mi avvicino a Margone le pendenze aumentano.

Arrivo a Margone e la strada che porta verso il lago si restringe e sale…! Dopo non molto trovo la sbarra che impedisce il transito alle auto, mi chiedo auto? Non riesco a immaginare due auto insieme affiancate sulla medesima strada, troppo stretta. Incontro diverse persone a piedi che tornano in dietro dal loro cammino.

Passo la sbarra e riprendo a pedalare. La stradina è stretta, alla mia dx la montagna, a sx il nulla un panorama bellissimo e tornanti con pendenze tra il 15/16%. Da qui per 5km, non molletà mai, solo salita, tornanti, un pó di neve, vento e montagna a 360 gradi. Una sensazione di libertà e fatica. Qui comprendo che la sensazione che ci « metterò poco » é completamente errata. Dopo alcuni tornanti, con gli oltre 20 kg di bici, devo scendere dalla bici. In qualche tratto spingo, o ho finito la benzina..o mi manca qualche rapporto, il 24-36, a volte non mi basta.

Alle 18:00 sono al Lago. Wow, bellissimo il panorama. Lo sforzo ne é valso la pena, nei momenti peggiori ho pensato: dai ancora un tornante non sai quando e se ci potrai tornare..ora sei qua !!! L’aria è fredda, 8 gradi, c’è vento e il sole sta per girare ed iniziare il tramonto. La temperatura è scesa velocemente, mi devo vestire in fretta e non prendermi dal freddo, sarà discesa a lungo e non avró modo di scaldarmi pedalando. Dopo oltre 70 km inizio il rientro.

Nella discesa fino a Viù sono ancora accompagnato dal crepuscolo, fari della bici e giubbino ad alta visibilità, dopo per la strada fino a Lanzo, mi oriento per capire le traiettorie in discesa con i fari della bici e la linea continua che delimita la carreggiata. Un pó come quando si entra in una stanza buia, colma di oggetti e ci si orienta con la luce di una candela. Incontro fino a Lanzo, circa 6/7 auto, discesa al buio, silenzio e una pace e una sensazione di libertà enormi. Decido di percorrere la statale che corre lungo la Mandria, più trafficata ma in discesa fino a Venaria. La stanchezza inizia a farsi sentire.

Dopo 151 km alle 22:30 sono a casa, sotto una doccia bollente, e con una cena da ultimo dell’anno. Vado a dormire con in mente i vari passaggi, i tornanti e le montagne. Emozionante.

Le gambe al mio risveglio sono rigide, come sempre, ma sinceramente pensavo peggio considerando lo sforzo.

Il primo Aprile ho appuntamento con il Dott. Solaro al Trompone il centro di recupero e riabilitazione funzionale dove ho fatto la fisioterspia ad Agosto. Cercherò di comprendere quale linea si possa seguire per una fisioterapia specifica e a lungo termine. Naturalmente andrò in bici….. stay tuned !