I colli, lo scalare ..arrampicarsi..salire, raggiungere una meta dal quale guardare il resto, ciò che ti circonda dall’alto. E’ una sensazione che l’uomo da sempre ha ricercato. Vuoi per la sfida di riuscire a “conquistare” un passo, vuoi per la voglia di vedere cosa ci sia lassù..dalla pianura non si vede, si percepisce, si immagina, ma è solo mentre ci si avvicina, a piedi o in bici, che si comprende cosa ci sia e come sia la strada che conduce al colle che si vuole conquistare. Tornante dopo tornante, ci si avvicina, sembra che ci sia un dialogo, tra lo scalatore e la montagna stessa, lei si fà scoprire..vero, ma come ogni cosa che meriti e che debba svelare un qualcosa di magico e prezioso, ha bisogno che il percorso sia “sudato”, bramato, non senza fatica ed impegno.

Così Domenica 3 Marzo, mi dirigo verso il Colle del Lys, passando da Pianezza, come consigliato da Lorenzo Boeris, un triatleta che fa parte dello staff della Sisport, struttura sportiva dove mi reco a nuotare tre quattro volte a settimana.

Dopo Alpignano, decido di seguire verso Almese e mi dirigo a scalare questo versante. Il più duro dei due ( l’altro è da Viù, che percorrerò al ritorno ).

Sono circa 15 km di salita, arrivo a Rubiana e ne approfitto per fare una foto e riposarmi un momento e mangiare qualcosa. La salita tiene per lunghi tratti pendenze fra l’8 e il 9 %, sbalza dal 7 all’11, in una costante salita.

Pedalo senza agganci e non mi sembra di andare malaccio. Mi fermo in tutto tre volte, per mangiare qualcosa e riposare un momento. Da casa al colle del Lys, con la mia bici da viaggio e due borse davanti ( non molto cariche, giusto l’attrezzatura per le riparazioni, dovessi forare, pompa , camera d’aria, una powerbank, il cibo, e gli indumenti per la discesa e per lo sbalzo termico ) ci metto tre ore e 29 minuti. Sono contento, soddisfatto per essermi guadagnato il colle e gioisco del panorama circostante. Mangio qualcosa, mi vesto in maniera appropriata e dopo circa 20 minuti comincio la discesa dall’altro versante che mi porterà a VIù, Germagano, Venaria e Torino. https://youtu.be/4H95V8KLejw

Un totale sul KMH della bici di 115 KM. Arrivo a casa e mi concedo una doccia bollente e lunga ed una cena abbondante.

Ho avuto buone sensazioni durante la pedalata, nonostante la tiroide faccia le bizze, a metà Marzo ho esami ematologici e visita endocrinologica di controllo. Sono contento.

Nota decisamente positiva è che il giorno dopo, nonostante lo sforzo e la spasticità alle gambe che non aiuta il recupero muscolare, non ho avvertito le gambe troppo rigide, meno dell’ultimo giro.

Adesso mi è presa la voglia di provare a scalare tutti i colli Piemontesi, un obiettivo che mi fà sognare aspettando che la forma fisica mi consenta di riprovare a fare To-Monginevro e To- Moncenisio…