24-02-2019 ciclyng again

Arriva anche la domenica di fine Febbraio, da dopo capodanno non ho più fatto giri lunghi, il clima è favorevole e la voglia è tanta…

Cosí verso le 11:30 salgo sulla bici e mi dirigo verso la Valchiusella. Giusto un tocca e fuggi..ma ho voglia di pedalare, di testarmi e di rivedere gli Amici di sempre.

Fa caldo, per essere fine Febbraio, inizio a pedalare ascoltando il mio corpo, cercando di sentire se gli esercizi che stó facendo dopo le dimissioni dal Trompone di Moncrivello, il centro di recupero e riabilitazione funzionale, stiano avendo qualche effetto benefico anche durante la pedalata.

Credo di si, mi sembra di aver un maggiore controllo nella spinta con la gamba dx, il lavoro di stabilizzazione con la propriocezione sul tibiale e peronei mi dà un maggior controllo sul piede nella fase di spinta, controllo meglio il piede sul pedale flat montato da poco, gli agganci al momento li ho tolti.

Arrivo a Feletto e come spesso accade mi fermo al bar a prendere caffè e croissant, anzi due… dopo da Agliè inizia a salire e cosí faccio ricarico ( più mentalmente ) ed un piccolo “sollazzo gastrico” per il palato con le brioches farcite.

Riparto, mi sento bene e comincio a salire, arrivo alla diga di Vidracco, faccio una foto, questo punto mi è sempre piaciuto, la stradina stretta, la roccia da una parte e lo strapiombo dall’altra delimitato da un basso muretto, con la diga sottostante.

Le gambe girano bene, pedalo in agilità e dopo 3 h e 23’ sono nel paesino di Rueglio. Qui nella piazza principale ( l’unica ) fuori dal bar incontro i miei amici. Mi aggrego subito, ci salutiamo, è stata un’improvvisata, non li avevo avvertiti, mi accolgono festosi con sorrisi e abbracci. Rimango circa un’ora, godo della loro compagnia e del sole caldo e poi riparto.

Nel ritorno vario un pó l’itinerario, passando da Volpiamo, Settimo e Torino.

Un 115 km, fatti con il cuore leggero nell’ascolto del vento sulla pelle e del corpo che mi restituisce buone sensazioni.

Ogni volta che salgo sulla “wolfbike”, pedalando, immagino prossime avventure e studio mentalmente nuovi itinerari. Spesso mentre pedalo, anche su strade già battute più volte, cerco di scorgere punti di vista diversi, particolari magari sfuggiti e possibili luoghi dove eventualmente trovare riparo in una possibile pioggia improvvisa. Si, pedalare mi aiuta a riflettere e immaginare…il tempo assume una concezione sua particolare che non segue necessariamente le lancette di un orologio.

Ora cercheró di regalarmi ogni weekend un giro verso qualche luogo, con il quale ricaricarmi, riflettere e testarmi.

Stay tuned

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