Arriva il weekend, come ogni settimana, ma questo weekend non mi è stato richiesto straordinario, c’è il 2 Giugno, quindi festa piena. Questo è un weekend diverso, non solo perchè non dovrò lavorare sabato mattina ma perchè, purtroppo, darò l’ultimo saluto ad un amico, Cristiano Rolando che prematuramente ci ha salutato.

Cosí dopo il saluto decido di partire, l’idea è quella di arrivare al Pian della Mussa.

La giornata non promette a livello climatico sole pieno, anzi, ma ho bisogno di pedalare, di fare un viaggio e lasciare correre i pensieri che si susseguono frettolosamente fra riflessioni varie, un flusso di coscienza che mi accompagnerà per tutta la giornata.

I pensieri sono rivolti a Cristiano Rolando, a come la vita possa volgere all’improvviso a come spesso si pensi di avere tutto il tempo che vogliamo per fare, per dire, per progettare….poi ci si accorge che non è cosí…

Pedalo e cerco di ascoltare il mio corpo, passo dalla statale per andare nelle valli di Lanzo, questa volta per velocizzare non percorro il percorso della Corona Verde…tiro dritto per la statale, noiosa, che mi porta a Lanzo, al bivio.

Il mio conta kilometri segna 31 km, proseguo e mi dirigo verso Ceres.

Da Ceres in poi la strada cambia pendenze, inizia a salire. La pendenza è costante, ogni tanto qualche falso piano al 3% che fà riposare le gambe e qualche stop mio per fare qualche foto, rifornirmi d’acqua nelle fontane che incontro, come a Voragno.

Arrivato alle porte di Ala di Stura, inizia a piovere, il cielo è coperto da nubi che danno l’idea di volermi accompagnare per il resto della giornata. Mi fermo, approfitto di una piccola rientranza della carreggiata per sedermi e vestirmi, mettere la giacca e i copriscarpe waterproof. Per mettere i copriscarpe devo sedermi …in piedi non ho più doti da equilibrista…e cosí mi adatto a ciò che la strada offre.

La Pioggia mi accompagnerà fino a Balme.

Non mi dà fastidio, ci sono 15/16 gradi, non averto freddo, lo sforzo aumenta la mia temperatura corporea, la salita è costante e le percentuali arrivano al 7/8/10 %….

Arrivato a Cresto, frazione di Ala di Stura, mi fermo in un bar , bar Cresto, per prendere un caffè e riposarmi un momento, le gambe mi chiedono di mollare 5 minuti. Faccio due chiacchere con la Sig.na Pinuccia che ha ereditato l’attività dai suoi genitori. Una signora gentile, sorridente, che ha dedicato tutta la vita alla sua attività e a vedere il sorriso e la dolcezza nei modi di fare, credo che lo faccia con passione.

Poco dopo riparto, allietato dallo scambio con la Sig.na Pinuccia e mi rimetto a pedalare.

Arrivo a Balme. Smette di piovere, si alza leggermente la temperatura e mi svesto. Mi aspettano gli ultimi 6 km prima del traguardo, il Pian della Mussa.

Le pendenze cambiano ancora, sento la differenza si parla di 11-15% negli ultimi tornanti. C’è ancora la neve che non è totalmente sgelata, la strada è stata aperta la scorsa settimana.

Gli ultimi tornanti li sento, sento le gambe “pesanti, rigide” ma mi manca poco, pochissimo, meno di due kilometri.

Incontro ad 1,5 km dall’arrivo un signore che spinge un passeggino con una bimba che lo segue e si aiuta con due bastoni da trekking.

Li ritroveró all’Agriturismo Masinà. Complimenti a questo Papà e alla sua primogenita.

Arrivo, stanco, ma felice. Mi reco all’Agriturismo per un caffè che mi viene fatto con la moka e per rifornirmi d’acqua.

Osservo il panorama, gli stambecchi che vedo in lontananza. Penso alla fatica che sento nelle gambe, le mie gambe che nonostante tutto mi hanno ancora portato fino a mt 1775…

Penso a Cristiano, a lui qui sarebbe piaciuto. Ha viaggiato con me e idealmente è il mio personalissimo modo per salutarlo.

Dopo aver salutato chi gestisce l’Agriturismo, mi vesto ed inizio il rientro, sono quasi le 18 e devo rietrare.

La discesa è uno spettacolo. Veloce, mi rendo conto di quanto sia salito, delle pendenze e osservo il panorama e mi concentro sulla strada e sulle curve, la bici raggiunge facilmente oltre i 50 km/h ….

In tre ore sono a casa, stanco ma contento, ho passato una giornata assorto nei miei pensieri e ho potuto gioire per il percorso che ho vissuto km dopo km. Il qui ed ora, vivere il presente, la giornata in tutta la sua lunghezza. Questa per me è una delle terapie migliori almeno mentalmente.

Dopo pedalate impegnative il recupero è sicuramente più lungo ed il giorno dopo sento le gambe rigide ma ne vale la pena, per quello che provo e per come lo provo.

I pensieri, ogni volta che riesco a fare un giro che mi appaga sono due: mi proietto nel prossimo e immagino nuove mete e poi penso se riuscirò ancora…non è negatività, altrimenti non mi cimenterei nemmeno è consapevolezza, la consapevolezza che ti fà percepire il tempo che passa diversamente, scatta un timer diverso. La consapevolezza che sposta il valore di ciò che capita, avverto come problema quegli avvenimenti che modificano/influenzano il corso della vita, in maniera definitiva, concretamente, gli altri per me sono “fastidi”, magari possono innervosire ma se sono risolvibili e non variano o modificano sostanzialmente la nostra vita…..

A breve attendo di sapere la data del ricovero per la fisioterapia al C.R.F. di Moncrivello ( centro di recupero funzionale ), stò pensando all’eventualità di andare in bici e tenerla lí nel caso potessi utilizzarla.