Passata l’ultima notte sul traghetto, il 21 mattina alle 8.00 sono al porto di Genova.

Le condizioni meteo danno nuvoloso con possibili precipitazioni.

Sistemo i bagagli in bici, esco dal porto e cerco un bar che mi ispiri dove la bici possa essere a vista per fare colazione.

Mi rimpinzo per bene e decido di proseguire in bici verso Torino.

Cosí seguo l’ Aurelia per circa 18 km, tutto in pianura, poi mi dirigo verso Mele ed inizia a salire e a piovigginare, passo da Masone, fin qui sono 10 km di salita. Procedo verso Ovada e faccio un bel pezzo in discesa, poi Acqui Terme.

Da qui in poi sarà un sali e scendi con già 80 km nelle gambe. Assorto nei miei pensieri erro strada e passo da Isola d’Asti, allungando di 15 km…

Arrivo ad Asti che é sera, ci sono ancora 50 km, strada fatta diverse volte, le ginocchia, entrambe mi dicono : prendi un treno…ok le ascolto, mi hanno seguito in quest’ avventura ed é giusto rispettare i segnali che il corpo ci manda.

Cosí prendo un regionale, sugli altri non si possono caricare le bici e dopo 134 km + treno sono a casa.

Lunedí si ricomincia, esami di controllo all’ospedale delle Molinette, lavoro…avró modo di pensare a questo viaggio e alle sensazioni che mi ha lasciato e raccontare allo Staff medico come mi sono sentito.

Idealmente per Me, dopo ogni viaggio si apre un nuovo capitolo, quest’anno in maniera particolare essendo cambiate molte cose nell’ultimo periodo.

Ora mi godró qualche giorno di riposo e penseró a rimettere insieme le idee……

e….al prossimo viaggio