domenica 23 Ottobre, alle 8.30 sbarco a Genova, prendo un treno per Torino Porta Nuova. Arrivo a destinazione alle 12.30. Dopo 1208 km sono nuovamente a casa. È stato un viaggio diverso dai precedenti, per tre settimane, piú corto dei precedenti, ho pedalato per meno ore durante la giornata, ad Ottobre le ore di luce si riducono rispetto alle 7/8 ore del mese di Luglio, ho pedalato una media di 5 ore al giorno.

Hanno influito sulla media, il carico della bici, i percorsi up and down che caratterizzano la Sardegna, la mia lentezza nei preparativi al mattino, causa la patologia che rallenta alcuni miei movimenti al risveglio. Anche la contrattura al polpaccio sx a difesa dell’infiammazione del tendine rotuleo come i cloni achillei che si attivano sotto sforzo prolungato per poi scemare in una seconda fase, rendendo la pedalata meno “rotonda“, il movimento meno fluido.

Positiva la forma fisica dopo il cambio terapia di fine luglio, mai cali improvvisi o forte astenia, come l’incontro di persone che mi hanno aiutato nel momento del bisogno.

Complessivamente una bella esperienza, per i panorami visti, vuoi per le persone incontrate, per la gioia di esplorare nuovi luoghi dai miei 160 cm. ho potuto entrare in sintonia con i luoghi e viverli piú a misura d’uomo con il ritmo che solo la bici puó dare..un ritmo  che ti fà comprendere i luoghi che attraversi con le diverse sfaccettature, dalle pendenze ai colori cangianti, le temperature, gli odori..una conquista ed una scoperta pedalata dopo pedalata, tutto mutevole come l’umore che ti accompagna durante la giornata.

L’unica cosa che rimane costante è che in bici come nella vita bisogna muoversi per rimanere in equilibrio