Mi sveglio con calma nell’ostello, mi preparo, effetto i rifornimenti di cibo e acqua, faccio colazione e parto.

La giornata è calda e il percorso mi vede impegnato in salite del 10%…in torno alle 13.00 il termometro segna 41 gradi.

È una giornata dispendiosa fisicamente, durante le salite la velocità è in torno ai 6/7 Km/h mentre le discese arrivano anche oltre i 50 Km/h, la bici è carica, ben bilanciata e mi permette di prendere velocità in sicurezza.

Ogni tanto sulla strada percorsa ci sono i cartelli segnaletici del Cammino di Santiago, mi capita di vedere gruppi di persone che con zaino in spalle la percorrono a piedi, nei loro sguardi si puó scorgere tanta determinazione, nei loro saluti si odono voci di chi fà un percorso interiore, ogni uno alla ricerca di se stesso, ogni uno in un modo diverso, personale, intimo, li vedi camminare a buon passo, in gruppo ma ogni uno solo con se stesso. Mi salutano sempre e senza un motivo apparente mi danno carica, in fondo, anche se con mezzi diversi, entrambi facciamo un viaggio all’interno di noi stessi…un viaggio, un riallineamento, un contatto con la parte più profonda di noi stessi, ci si ascolta, anche con funzione catartica.

Dopo 116 km arrivo a Santander, alle 22.30. Mi fermo in un bar per chiede consiglio per un pernottamento e fortunatamente chi gestisce l’attività mi fornisce indicazioni di un hotel nelle vicinanze. Dopo poco mi ritrovo in una camera d’albergo con la bici in sicurezza nella luggage room, il deposito. All’interno della stanza c’è un brochure con il n di tel di un pronto pizza. 15 minuti dopo mi portano in camera quanto ordinato.